La verità è che in politica estera non contiamo nulla

renzi-selfieMatteo Renzi è sempre lì, in prima fila, con il volto sorridente e l’aria compiaciuta di chi ce l’ha fatta. Era così anche ieri, quando François Hollande ha trovato mezzora nella sua fitta agenda da dedicare al premier italiano. “Siamo impegnati a livello militare in molti casi assieme alla Francia nella coalizione in Afghanistan, in Libano, nel Kosovo, in Africa dove è molto forte l’impegno dei nostri amici francesi e dove anche noi abbiamo alcuni interventi a partire dalla Somalia. Pensiamo però che ci sia necessità di uno sforzo sempre più inclusivo, di una coalizione sempre più ampia”, ha detto Renzi.

Il presidente francese ha ascoltato educatamente per tutto il tempo del suo intervento, così come impongono i rigidi protocolli del cerimoniale. Ma il suo volto, la sua espressione tesa e per niente calorosa hanno raccontato molto più delle mille parole proferite nel corso del bilaterale. La sostanza è che l’Italia non ha mai contato così poco in politica estera come adesso. Checché ne dica Renzi, convinto che il suo sforzo di piazzare la Mogherini in Ue sia stato un successo per l’influenza del suo governo a Bruxelles, quando si tratta di risolvere questioni cruciali veniamo puntualmente messi in un angolo, come si fa sui campi di calcetto con i ragazzini poco propensi al gioco del pallone.

La questione ucraina e quella libica, negli scorsi mesi, lo hanno dimostrato ampiamente. Ora il nuovo smacco arriva con il problema Isis. L’Italia non sa dove andare, con chi andare, cosa fare. Hollande, dopo aver liquidato Renzi, è volato a Mosca a stringere un asse di ferro con Vladimir Putin, Cameron ha deciso di proporre al Parlamento inglese raid aerei sulla Siria, mentre Angela Merkel manderà 650 soldati in Mali per sostenere Parigi. E noi? Noi siamo fermi, confusi, storditi. Un giorno stiamo con gli Usa, quello dopo con la Russia, quello dopo ancora con l’Ue. Un balletto senza senso e davvero poco coerente.

La verità è che oltre ad avere il premier delle photo opportunity abbiamo mandato ai più importanti consessi internazionali persone come Gentiloni (con tutto il rispetto, cosa può mai capirci uno come lui di politica estera?) e la Mogherini, una a carisma e personalità non brilla per niente. Non stupiamoci, dunque, se ci hanno emarginato. Non stupiamoci perché con questa mentalità non andremo lontani. All’estero gli altri mandano i migliori, noi invece gli amici degli amici e i trombati. Non è un dettaglio da poco.

@eugcipolla

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