Le fasi della politica

o.203730Ci sono sempre due momenti isolabili all’interno del dibattito politico.
Il primo corrisponde a quelle fasi nelle quali lo scenario politico non è ancora caratterizzato da dei trend precisi, da delle dominanti che ancora non sono andate più in là della potenzialità.
È questo il momento nel quale gli analisti, i protagonisti della politica con i loro sodali ed anche i semplici cittadini, pur con metodologie meno raffinate delle prime due categorie interessate, cercano di capire quale sarà il prossimo sviluppo dell’agenda politica, quali forze emergeranno come principali a segnare il percorso della vita politica di una determinata area oppure dell’intero paese nel futuro più o meno vicino.
Il secondo invece, è quel momento nel quale tutto ciò si è evidenziato con chiarezza e rende le settimane ed i mesi successivi dell’attualità politica un teatro dove vi sarà da decidere soltanto come i vari soggetti interessati sapranno interpretare, bene o meno, una trama già nota ai più.

In ogni fenomeno di tipo politico sono sempre isolabili queste due fasi.
Ad esempio, da ottobre-novembre scorso all’elezione del nuovo presidente della Repubblica e conseguente messa in discussione del Patto del Nazareno, possiamo dire che si è conclusa una fase del primo tipo, la quale, ha visto dare regione a chi, relativamente allo scenario futuro del centro-destra, vedeva un’asse che non avrebbe potuto prescindere da due forze politiche ben precise: la Lega di Salvini ed i moderati di Berlusconi.
In tutta questa fase era legittimo ipotizzare evoluzioni che avessero portato ad epiloghi differenti della situazione e sul piatto della contesa c’era solo in palio chi sarebbe stato più o meno lungimirante ed aderente alla realtà di ciò che è poi scaturito.
Oggi, solo un cieco o una persona in malafede può mettere in discussione l’evidenza di ciò che è avvenuto: a contendere elettoralmente il governo del paese a Renzi sarà tutta quella coalizione di forze che saprà interagire con i due protagonisti di sopra, piaccia o meno.

La fase che cerca di individuare le dominanti della successiva è terminata, c’è chi è stato più bravo di altri ad anticiparla, ma poi si passa alla seconda, la fase che consiste, come detto anche prima, a constatare come ognuno andrà a recitare il suo copione già scritto.
Se nella fase precedente, a chi non piaccia l’esito avutosi, poteva essere concesso il beneficio di inventario, nella fase che segue, chi insiste a fare finta che la dominante non si sia resa visibile chiaramente, non sta più nel campo della persona che perseguiva, vedeva ed auspicava ipotesi di scenario differenti ed ugualmente probabili, almeno in teoria, di quella poi verificatasi, ma, qualora insistesse, è nel campo dell’opposizione vera e propria che si porrebbe, una contrapposizione che pone oggettivamente chi la fa dall’altra parte della barricata.
Questa seconda fase è la fase delle liste di proscrizione, degli ostracismi che si portano dietro una vita, è la fase dove, a chi dovesse non sentirsi soddisfatto del trend che si è manifestato come vincente, protagonista ed attivo, conviene mettersi di lato, in stand by, se proprio non si possa o si voglia cercare la maniera di interagirvi.

Ovviamente, ben pochi riescono a trarre queste conseguenze dal passaggio da una fase all’altra e quindi, assistiamo ancora alle dichiarazioni, a tutti i livelli, di personale politico di quest’area che, invece di domandarsi come avevano fatto, ad esempio, anche solo a considerare l’improba idea che un possibile rassemblement elettorale del centro-destra avesse potuto avere come protagonisti elementi della vecchia Alleanza Nazionale, continuano a sparare bordate al vento contro la dominante Salvini-Berlusconi, giocandosi così anche le ultime remote possibilità di rientrare nei giochi politici della prossima fase.
Non continuate a farvi del male da soli e pensate a sparare bordate sul PD piuttosto, non fatene incautamente il gioco.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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