Le leggi si applicano per la destra e si interpretano per la sinistra

11pol1f01-banca-etruriaMentre gli italiani sono ancora con i piedi sotto il tavolo, in attesa dell’ultima grande abbuffata dell’anno, gli intrecci tra politica e magistratura continuano per portare a termine un minuzioso lavoro di insabbiamento di uno dei più grandi scandali bancari degli ultimi dieci anni, costato a migliaia di risparmiatori italiani (non speculatori, come qualcuno vorrebbe far credere) quasi un miliardo di euro.

Vi ricordate Roberto Rossi, il pm di Arezzo che indaga su Banca Etruria e che allo stesso tempo è anche consulente del governo Renzi? Bene, ieri il Csm ha deciso che il magistrato non è affatto incompatibile con l’indagine che sta portando avanti. “Allo stato non ci sono gli estremi per l’apertura di una pratica per incompatibilità ambientale o funzionale: abbiamo ascoltato un magistrato sereno che dà prova di imparzialità”, ha detto il presidente della Prima commissione del Csm, Renato Balduzzi, al termine dell’audizione di Rossi.

Eppure la mattinata era iniziata con le incredibili e sensazionali dichiarazioni di Giovanni Legnini, che a Radio Rai aveva portato un po’ della retorica renziana (già, perché al Csm ce lo ha piazzato proprio Renzi):”Dobbiamo cambiare le regole sui doppi incarichi. Così non va. E’ un tema antico quello dei magistrati fuori ruolo e del rapporto tra fuori ruolo e gli incarichi extragiudiziari e poi la terzietà, che è una cosa importante”, aveva spiegato. Nel giro di poche ore, però, tutto si è ribaltato e il Csm ha detto e fatto esattamente il contrario di quanto auspicato dal suo vicepresidente.

Se pensate che siamo all’assurdo, potete ricredervi, perché non è finita qui. Sempre ieri, la prima sezione del tribunale civile di Napoli ha rinviato il giudizio di merito relativo alla sospensione di Vincenzo De Luca per effetto della Legge Severino, in attesa della pronuncia della Consulta chiamata a decidere sulle eccezioni di incostituzionalità. La sospensione della sospensione (scusate il gioco di parole) permetterà all’ex sindaco di Salerno di continuare a governare tranquillamente e di dormire tra due guanciali. Perché dopo la decisione del tribunale partenopeo, scrive il Corriere della Sera, “per De Luca se ne riparlerà tra molti mesi, forse in estate. E a quel tempo è probabile che interverrà la prescrizione dei reati per cui è stato condannato in primo grado”.

“Esprimo gratitudine e apprezzamento ai magistrati di Napoli che, indifferenti a pressioni e condizionamenti di varia natura, continuano ad affermare semplicemente le ragioni dello stato di diritto”, ha detto De Luca. Quello stesso Stato dove le leggi si applicano per i nemici e si interpretano per gli amici.

@eugcipolla

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Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
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