L’ennesima bugia di Marino: quella cena al giapponese pagata da noi

Ignazio Marino (1)

Dice lei, Alessandra Cattoi, ombra, braccio destro, confidente, nonché assessore di Ignazio Marino: “I cittadini non devono avere dubbi sul fatto che il sindaco abbia speso soldi pubblici solo per fini pubblici e non privati”. Insomma, come la cena di S. Stefano al Girarrosto Toscano di Roma ufficialmente offerta per illustrare le iniziative natalizie del Campidoglio, cosa smentita dal ristoratore.

Ancor prima che l’assessore Cattoi dal fortino del Campidoglio – dove Marino vive ormai asserragliato – ci deliziasse con le sue parole, setacciando il faldone con le spese del sindaco, avevamo scoperto una cosa interessante, di cui ci apprestavamo a dare, giust’appunto, notizia. Un luogo del delitto, il faldone, dove si ritorna sempre con grande piacere. E così, spulciando, il nostro occhio è caduto su uno scontrino del 14 giugno del 2014, pagamento di una cena per due al ristorante giapponese Daruma Parlamento, a Roma. Cena da 64,50 euro, con sconto di 4,50 euro, pagata alle 21.45 con carta di credito dell’amministrazione capitolina intestata a Marino.

Il giustificativo della cena – solita formula, solita firma, firma con grafia comune a quella di tantissimi documenti del faldone, non solo relativi, cioè, ai giustificativi di pranzi e cene del sindaco – è del lunedì successivo. Nel giustificativo si parla di una cena da 60 euro pagata da Marino con carta di credito dell’amministrazione capitolina e “offerta per motivi istituzionali ad un operatore del settore della comunicazione, incontrato per valutare dei progetti di promozione di Roma Capitale”.

Cena di sabato, come tante del sindaco. Cene di sabato, di domenica, per Ognissanti, Santo Stefano e l’Immacolata. Una cena per due al tavolo 6, prenotato, come si legge sullo scontrino del ristorante, da tale Alessandra. Incuriositi, abbiamo pertanto chiesto – via social network – a quelli di Daruma come avviene la prenotazione. Ci ha risposto un certo Dennis: “Daruma usa il classico modo occidentale per la prenotazione: se prenoti tu, Stefania, il nome sul tavolo rimane il tuo”. Il nome di chi prenota, come da noi appurato, non solo rimane sul tavolo, ma viene anche riportato nello scontrino.

cena alessandra 1

Ricostruiamo, pertanto, questa cena. L’Alessandra dello scontrino telefona al Daruma e prenota un tavolo a suo nome. I due commensali consumano la cena e Marino paga con la carta di credito dell’amministrazione capitolina a lui intestata. Lo scontrino, con il nome Alessandra in corrispondenza del tavolo prenotato, viene quindi portato in Campidoglio, dove viene consegnato agli uffici.

Chi è Alessandra? L’unica Alessandra riconducibile a Marino sembrerebbe proprio l’assessore Cattoi, e allora, qualche domanda: se si trattava di una cena istituzionale del sindaco con una terza persona, perché ha telefonato un assessore e non già la segretaria di Marino? Ci diranno, perché era sabato. Ah, ecco. Queste cene di sabato, con questi incontri istituzionali decisi nel week-end, che sofferenza. Quando è stata prenotata la cena? Perché il tavolo è stato prenotato a nome di Alessandra? Ha partecipato, cioè, lei alla cena con Marino? Poiché tale Alessandra sa di questa cena, sveli il nome del commensale del sindaco e confermi che si è trattata di una cena istituzionale, in caso contrario, i due commensali erano lei e il sindaco di Roma.

cena alessandra 2

Non era comunque la prima volta che Marino, amante della cucina giapponese, cenava al Daruma. È l’8 settembre 2013, un sabato. Una cena da 65 euro, come da giustificativo del Campidoglio dell’8 settembre, pagata con carta di credito dell’amministrazione capitolina, offerta da Marino “per motivi istituzionali ad un rappresentante di una Onlus operante nel campo dell’assistenza ai minori”. Nel faldone, accanto al giustificativo, non c’è, però, lo scontrino, ma una fattura, con carta intestata del Daruma, del 27 febbraio 2014. Pare che anche l’assessore Cattoi ami la cucina giapponese. Il 6 novembre 2014, a Milano, parteciperà, infatti, a una cena da 218 euro al Bento Sushi Restaurant, offerta da Marino, come da documentazione del Campidoglio, ad alcuni amministratori partecipanti all’assemblea annuale dell’Anci.

Pertanto, la Alessandra dello scontrino della cena del 14 giugno 2014 al Daruma di Roma ci dica: chi ha cenato quella sera con Marino?

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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