L’ultima missione della giunta Marino: trovare lavoro agli zingari

Conferenza europea della Fondazione De Benedetti "Casa e Mercato del Lavoro"Quando Ignazio Maria Marino è stato eletto, qualcuno, tra il serio e il faceto, ricordando le file di nomadi alle primarie del Pd che lo avevano sancito candidato unitario della sinistra per il Campidoglio, lo aveva soprannominato “sindaco di rom”. Oggi, a quasi due anni di distanza dalla sua elezione, si può benissimo dire che quel qualcuno non aveva poi tutti i torti. Perché mentre Roma affonda nel degrado più assoluto, con strade piene di buche, corse Atac dimezzate e periferie sull’orlo dell’esplosione sociale, il sindaco Marino si è dato una missione nobile. Riportare la Capitale d’Italia sulla retta via dopo anni di cattiva gestione della cosa pubblica? Assolutamente no: trovare lavoro agli zingari.

Lo ha fatto l’altro ieri per bocca del suo assessore alle Politiche Sociali, Francesca Danese, la quale, in un’intervista all’agenzia Dire, ha lanciato una “grande idea” per favorire l’integrazione. Affidare agli zingari la gestione della raccolta differenziata della Capitale. Come se i quasi 8.000 dipendenti dell’Ama, la municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti a Roma, non bastassero, come se non ci fossero già tantissimi italiani ai margini della società pronti a svolgere lo stesso lavoro pur di portare a casa un piatto di minestra.

«C’è un problema di riconciliazione con la città», ha detto la Danese, parlando dei nomadi, perché i cittadini «li accusano di essere quelli che vanno rubare». Per questo, ha sottolineato l’esponente della giunta Marino, «di fronte a questa situazione dobbiamo fare un lavoro diverso, ridisegnare le politiche dell’accoglienza, parlare con le persone, vedere quali sono i loro bisogni. Personalmente – ha aggiunto – sto facendo un lavoro che riguarda le loro competenze e abilità. Loro sono molto bravi nel recuperare nei quartieri i rifiuti e i materiali in disuso sarebbe importante, e questa cosa era già passata in commissione Politiche sociali, riuscire a dare la possibilità di fare un lavoro per la comunità e per la città di Roma, prendendo questi rifiuti e selezionandoli».

Un lavoro che gli zingari fanno già in maniera privata e illegale. A Roma, infatti, è attivo da anni un circuito di mercatini improvvisati, organizzati dai nomadi, dove non solo vengono venduti gli oggetti raccolti dai bidoni della spazzatura, infrangendo tutte le norme igienico-sanitarie esistenti, ma anche articoli di provenienza sconosciuta, molto probabilmente frutto di furti, rapine e scippi. A rendere tutto più amaro ci sono i roghi tossici che ogni giorno vengono accesi nei vari campi rom della città (per sbarazzarsi del materiale “invenduto”) e che ci sono costati un richiamo formale dall’Europa.

«Decine di migliaia di cittadini contraggono tumori a causa dei roghi tossici dei campi nomadi. Ora il comune vuol affidar loro la differenziata», ha scritto amaramente su Twitter l’account di Roma fa Schifo, un blog che dal 2008 si occupa di denunciare la scandalosa situazione in cui versa la città di Roma. È proprio vero che dopo il danno c’è la beffa.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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