L’Unità si rimangia tutto: ora le privatizzazioni vanno bene

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Un tweet con allegato un link ad un articolo dal titolo piuttosto eloquente. “Poste diventa più competitiva con la privatizzazione”. Tutto regolare, se non fosse che la testata che lo ha pubblicato si chiama L’Unità, fondata da tal Antonio Gramsci. All’interno dell’articolo si spiega per sommi capi cosa accadrà ad alcune grandi aziende di Stato, come per l’appunto Poste, Enav e Ferrovie dello Stato, destinato ad essere (s)vendute parzialmente per fare cassa.

Le privatizzazioni, che ora andranno avanti con Enav e Ferrovie dello Stato, fanno parte di un disegno complessivo del governo: se da un lato andranno a ridurre il debito pubblico come promesso anche all’Ue, dall’altro renderanno più forti, più efficienti e al tempo stesso più moderne le aziende coinvolte.

 

Andare sul mercato favorisce l’attrazione di capitali, rende l’azienda più internazionale e quindi più competitiva. Non si tratta dunque di scegliere quale modello economico seguire, se liberista piuttosto che statalista; l’obiettivo di Palazzo Chigi è semplicemente quello di rendere alcune aziende più produttive offrendo servizi migliori ai cittadini.

Sarà, ma se non ricordiamo male L’Unità è stata sempre in prima fila nel contestare le privatizzazioni “brutte e cattive” di Silvio Berlusconi, reo, a suo tempo, di voler vendere a privati senza scrupoli le eccellenze dello Stato italiano. Ora, a quanto pare, tutto è cambiato. Le privatizzazioni vanno bene. L’importante è dare ragione al governo, il sacro governo che non sbaglia mai. Un po’ come faceva la Pravda durante l’Unione Sovietica.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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