Marino e gli “scacchi con le prostitute”. Roma non è Amsterdam

PROSTITUTION“E poi, scusa, dove andiamo con il cliente? Tutte nello stesso parcheggio? Non funziona mica così”. Un tempo, infatti, non erano parcheggi ma comode e calde stanze. Certo, perché mai andare a ripescare un legge del 1958, adattarla alla contingenza, studiarne nuovi principi, insomma, ammodernarla ed applicarla nuovamente? No, stonerebbe con la camicia senza cravatta del progressismo. Eppure si vuole “regolamentare” la prostituzione, eppure si vuole rinnovare logica e buon senso. No, troppo vintage, anche se è decisamente radical chic andare, sofisticamente, a ripescare il “vecchio” tra i secchioni dell’immondizia. Di chi era quell’affermazione? Di una lucciola “romana”, almeno secondo la (il)logica da Ius Soli datosi che nel momento in cui è stata intervistata, “batteva” marciapiedi italici.

Francesca Pizzolante de “Il Tempo” ha passato una nottata a “puttane”, non che abbia sprecato una serata di rasserenante goliardia. Si è infiltrata, da buona cronista, tra le prostitute che popolano Roma, ascoltando il loro parere sulla nuova mirabolante concezione politica del medico genovese Ignazio Marino, attuale Sindaco di quella che un tempo fu Caput Mundi e che oggi si avvicina, al massimo, a Cloaca Maxima: “Istituire i quartieri a luci rosse”. L’idea, è quella di partire dall’EUR – sì, quella del Palazzo della Civiltà Italiana, del Razionalismo Italiano – ed estendere ad altre circoscrizioni l’iniziativa, fino a, nel caso, coinvolgere l’intera città. “Bisogna delineare un percorso che è molto delicato perché dall’altro lato c’è proprio lo sfruttamento. Però si può trovare un equilibrio, cioè individuare luoghi dove la prostituzione non è tollerata assolutamente, come i parchi pubblici dove vanno le famiglie, e mandare a casa dei clienti una multa da 500 euro dove si indichi che la sanzione è legata al fatto che ci si intratteneva con le prostitute”.

Così parlò Marino a Rainews 24. Siamo a Roma, non ad Amsterdam. La metropoli olandese, rinomata ai più per la facilità di reperibilità della ganja, è anche famosa per il “De Wallen”, il celeberrimo quartiere a luci rossi cittadino. Un quartiere cittadino, appunto. Uno solo. Nei Paesi Bassi, la prostituzione è legale, a patto che venga esercitata per strada. Le prostitute sono considerate libere professioniste, pagano le tasse e sono sottoposte, con buon risultato per i clienti, nel vero senso della parola, a periodici accertamenti sanitari. Una storia vecchia come il mondo eppure logica. Una favola, veramente, moderna. Certo, Marino non ha intenzione di inscatolare le promeneur in qualche vetrina, lontano dagli stessi sguardi di mamme e bambini del “parco”, né di lanciare la crociata per la regolarizzazione della “professione prostituzione”. Marino, pur avendo “necessità” di risistemare le cose a suo modo, non ha alcuna volontà di stimolare il dibattito politico ed istituzionale sulla riapertura delle “case chiuse”, nel tentativo di abolizione della famigerata “Legge Merlin” (20 Febbraio 1958, n.75). Marino, non ha neanche calcolato le prospettive della propria scellerata proposta.

Parliamo – anche – della privacy. “A normativa vigente la notifica delle sanzioni, anche quelle amministrative, deve avvenire con modalità tali da garantire la riservatezza del destinatario, non deve rendere evidente la violazione commessa” […] “Si tratta di una norma a carattere generale, che vale quindi per tutte le sanzioni. Per cui, se Marino volesse sancire un unico caso di evidenza della violazione, deve ottenere una norma specifica». Queste le dichiarazioni di Antonello Soro, presidente dell’autorità sulla privacy, rilasciate a Giovanna Vitale per Repubblica che, poi, si lascia andare ad un commento decisamente eloquente: “«Una gogna che a mio parere si ispira — e non aggiungo altro perché non rientra nelle mie competenze — più a un’esigenza di natura morale che a ragioni di reale prevenzione […] La gogna appartiene a una visione un po’ medievale del contrasto di un fenomeno anche criminale».

Insomma, il caso, rischia di diventare un folle “boomerang” per la città, soprattutto in un’eventuale assenza di coordinamento e progettazione specifica, molto dettagliata, lungimirante. La modernità di Ignazio il progressista, stona molto con le condizioni di una città già estremamente provata dalla crisi, dal degrado diffuso, dalla violenza in aumento, che si attesta al 26esimo posto nella classifica annuale dell’ “Economist” sulle “Città più sicure al mondo”, la stessa che vede Amsterdam, riferimento mai accennato pubblicamente da Marino, ma evidentemente il richiamo viene spontaneo – del quartiere a luci rosse, del “De Wallet”, proprio in cima, contrariamente a Roma, al quinto posto su una lunga serie di ulteriori classificazioni specifiche.
Con il vizio delle dichiarazioni da aumento di gradimento, sicuramente, non si va molto lontano come, del resto, le regole del buon senso in regime di modernità, non si improvvisano.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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