Mensa dell’Arma, nuovo contratto: “Alla Caritas si mangia meglio

carabinieri.jpgLa festa del 1° maggio – si legge in un comunicato del delegato COCER Giuseppe LA FORTUNA – ha riservato ai nostri militari un’amara sorpresa, già prevista e soprattutto preannunciata dal CO.CE.R.
Mi riferisco al nuovo contratto di catering – prosegue LA FORTUNA – entrato in vigore proprio il giorno che si festeggia questa ricorrenza, non sembra vero ma in un paese saccheggiato da pensioni d’oro, vitalizi maturati per pochi mesi di candidatura, sprechi in tutti i settori dell’amministrazione Pubblica, si continua a risparmiare sulla sicurezza, sulla salute e sui diritti dei lavoratori.

Sì, purtroppo è proprio così. Lo dimostra la gara di appalto aggiudicata alla ditta INNOVA che con le sue allettanti, ma allo stesso modo assurde proposte, è riuscita a indurre in errore i nostri alti dirigenti convincendoli che i nostri Carabinieri, avrebbero potuto usufruire di un pasto adeguato o perlomeno dignitoso nonostante un ulteriore risparmio del 25%; anche in questo caso il Co.Ce.R. aveva visto lungo, aggiunge il delegato LA FORTUNA, infatti dopo aver manifestato fermamente disapprovazione e sconcerto, l’organo centrale di rappresentanza si dimise dal tavolo tecnico; oggi, continua La FORTUNA, un pasto di un Carabiniere consiste in un primo piatto scadente senza possibilità di scelta e due secondi, uno caldo e l’altro freddo (quello freddo solitamente è composto da due fettine trasparenti di prosciutto e un po’di ricotta, mentre quello caldo prevede la carne 2/3 volte a settimana, e che carne!).

Per fare un esempio concreto, il 1° maggio a pranzo, in una mensa militare della Capitale, sono stati somministrati degli spaghetti ai gamberetti; in realtà di gamberetti in alcuni piatti ve ne era solo uno in altri neanche il profumo; di secondo caldo c’erano i würstel con le patate, per l’esattezza un würstel e mezzo perché, l’altra metà, serviva per comporre una nuova porzione e per concludere una sola fetta di pane e un solo tovagliolino di carta ruvido, forse idoneo solo per prendere appunti, questo contenuto nel kit delle posate di plastica scadente che spesso si spezzano lasciando frammenti nelle derrate alimentari rendendole immangiabili. Lamentele che di certo non potevano essere rimostrate alla cuoca, visto che il nuovo contratto prevede una riduzione delle ore a tutto il personale dalla pulizia al confezionamento del vitto.

In diverse occasioni Polizia e Carabinieri hanno ristabilito l’ordine e sicurezza nei centri di accoglienza e alla CARITAS dove gli extracomunitari e i senza fissa dimora protestavano distruggendo le derrate alimentari somministrate, insufficienti o poco gradite. Credetemi, conclude il delegato La Fortuna, faccio un appello a tutte le Autorità, Militari e Politiche, chiedendo di ottenere per i nostri Carabinieri quel tipo di vitto, sicuramente più abbondante, adeguato e genuino di quello attualmente somministrato nelle nostre mense.

Ancora una volta, questa triste vicenda poteva evitarsi e facendo appello all’indiscussa saggezza più volte dimostrata dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri che purtroppo ha solo ereditato gli effetti dell’entrata in vigore dell’inattuabile contratto, chiedo di trovare una soluzione concreta e urgente per sanare l’incontenibile malessere che si sta diffondendo tra il personale che, oltretutto, si sente profondamente ferito nella sua dignità di cittadino Italiano e di orgoglioso Carabiniere.

Guido Lanzo

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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