Nigeriani, dominicani e albanesi. Ecco chi ha votato alle primarie del Pd in Liguria

imageIn questi giorni si è detto tanto sulle primarie del Pd in Liguria. A far rumore, oltre l’abbandono del Pd da parte di Cofferati, sono state le accuse di brogli durante le elezioni che hanno visto trionfare la renziana Paita. Ieri finalmente il Collegio regionale dei Garanti del Pd ha reso noto il verbale con tutte le decisioni relative a quelle sezioni dove sono stati denunciati brogli e movimenti sospetti. Vediamoli nel dettaglio.

A Tigullio, presso il seggio Lavagna, «risultano gravi segnalazioni di due elettrici, e in particolare di una, che parla di Euro versati a lei, prima dell’ingresso al seggio, ai fini del voto». Sempre qui, poi, stavolta al seggio Moconocesi, «viene segnalato, e risulta dal verbale, un pressante controllo del voto e l’interferenza di persone estranee al seggio, appartenenti a liste contrapposte al centrosinistra, che più volte invitate ad andarsene hanno – in un caso – espresso frasi volgari rimanendo a controllare, minacciando e intralciando la libera espressione del voto».

A Savona, al seggio Albisola Superiore, invece, «la segnalazione riguarda il voto di nove soggetti dichiaratamente di centrodestra di cui risultano dal verbale i nomi, così come risulta, sempre dal verbale, che un’elettrice votando ha dichiarato di essere per il centrodestra». Stesso discorso vale per il seggio Deiva Marina di La Spezia. Peggio è andata al seggio di seggio Oltreletimbro/Santa Rita, dove è stata segnalata la presenza «di nigeriani accompagnati da una donna al voto», così come a quello di Pietraligure. Qui la Paita ha vinto percentuali bielorusse ed è stata registrata «un’affluenza anomala: si parla del doppio di quella del Congresso nazionale del PD del 2013 (Bersani)».

Al seggio Badalucco di Imperia una segnalazione ha riferito «la presenza di venticinque schede nell’urna prima dell’ora prevista per l’apertura». E in effetti, scrivono i membri del Collegio dei garanti, «risulta che il seggio è entrato in funzione, prima dell’ora fissata indicata per le 9.00 e in assenza dei rappresentanti di lista convocati per le ore 9.00». Se pensavate di aver letto tutto, vi sbagliate.

Nel seggio 8 di La Spezia «sono state segnalate e risultano dal verbale diverse anomalie e in particolare: lo scatto di fotografie all’interno della cabina elettorale tanto da far sospendere per qualche tempo le operazioni di voto, l’accompagnamento di un interprete che spiegava a soggetti non italiani quello che dovevano fare e che provvedeva per loro a versare i due euro dovuti».

Poi c’è il caso di Imperia. Qui al seggio Santo Stefano al Mare «viene lamentata, attraverso una specifica dichiarazione di una scrutatrice, la presenza di un assessore comunale di Pompeiana che chiedeva ripetutamente, recandosi più volte presso il seggio, l’elenco dei votanti per verificare che tutte le persone da lui mandate a votare lo avessero fatto, aggiungendo che in caso contrario avrebbe dovuto “saldare i conti e non voleva essere preso in giro”».

Se i nigeriani non vi sono bastati, al seggio 7 di La Spezia (piazza Brin) è stata segnalata la numerosa presenza «di elettori appartenenti alla comunità dominicana» accompagnati da un interprete». La stessa cosa accaduta al seggio Pegazzano, dove stavolta gli stranieri erano albanesi. Sempre accompagnati, s’intende. Insomma, episodi terribili. Tanto che è lecito domandarsi se davvero le primarie rappresentano il miglior strumento di selezione della classe dirigente. E non è una riflessione che dovrebbero porsi solo a sinistra, ma anche coloro che, a destra, vogliono scimmiottare a tutti i costi la sinistra.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
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