Non sopravvalutiamo la preparazione militare dell’Isis

1434897679-isis-bandiere Dopo i massacri di Parigi si sprecheranno la analisi giornalistiche sulla preparazione militare degli attentatori. Tutto giusto ma non dobbiamo sovrastimare le capacità militare di questa assassini.

Che addestramento ci vuole ad un kamikaze per farsi esplodere in mezzo alla folla? Lo stesso che ci vuole a buttarsi dal quinto piano di un palazzo, ossia essere dei pazzi suicidi con un sovrappiù di istinti criminali, un po’ come avvenne per il pilota della Germanwings. Sparare contro i tavolini di un ristorante da un’auto in corsa è una cosa che qualsiasi killer della camorra sa fare, e quanto alla capacità di massacrare 82 ragazzi disarmati con dei fucili? Ogni cacciatore sa usare un fucile a pompa e, quanto al famigerato Kalashnikov, basta inserire il caricatore e tirare la leva di armamento sulla destra, proprio come si vede nei film.

Breivik ne ha uccisi 77 e non faceva certo parte dei corpi speciali, essendo stato esentato dal servizio militare, e anche quanto accade a volte negli USA, quando ragazzini compiono mattanze nei loro licei, dimostra che per commettere una strage suicida non ci vuole un particolare addestramento. Cosa diversa è commettere un attentato e voler tornare a casa vivi, ma non è il caso dei “martiri” islamici. Basta essere un povera persona a cui un cattivo, pessimo maestro, ha fatto il lavaggio del cervello.

Saper usare un fucile, una granata o una cintura esplosiva per uccidere dei civili inermi non è così difficile e, a volte, come dimostrano i palestinesi in Israele ed anche in Europa, possono addirittura bastare un’auto o una ruspa.

Con questo non si vuole minimizzare il problema delle migliaia di Foreign Fighters che possono tornare nei loro paesi d’origine per compiere massacri indiscriminati, ma concentrarsi sul fatto che il vero problema è l’indottrinamento criminale che questi giovani subiscono e per fermare l’indottrinamento e la fascinazione bisogna schiacciare la testa del serpente.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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