Quando Renzi diceva:”Il problema non è l’Imu sulla prima casa”

renzi-promesse«Tralascio le polemicucce: ridurre le tasse sulla prima casa è ridare fiducia agli italiani. Con molta franchezza dico che nella tassazione sulla prima casa non c’è nulla di male, in altri Paesi c’è. Ma per come stanno cose in Italia vuol dire immettere un elemento fiducia e ha un valore simbolico, evocativo. Per noi l’unico modo per sostenere la ripartenza è dare shock fiscali e quello più forte è togliere l’Imu e la Tasi dalla prima casa». Firmato Matteo Renzi.

Il premier oggi, durante la conferenza stampa al termine del varo della legge di stabilità da parte del Cdm, è stato chiaro. Per il governo e per il Pd, il partito del quale è tutt’ora segretario, la priorità è l’abolizione della tassa sulla prima casa. Eppure una volta a Largo del Nazareno non la pensavano proprio così. Quando Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale del 2013 propose l’abolizione dell’Imu sulla prima casa, introdotta dal governo Monti, nel Pd parlarono di demagogia, di promessa dannosa, di priorità sbagliata, di errore nel volerla abolire, di progressività.

Ora, qualcuno potrebbe far notare che quello non era il Pd di Renzi, che era un altro partito, un’altra storia. Non è così. «Per creare lavoro dobbiamo dare una visione per i prossimi 20 anni, il problema non è l’Imu». A dirlo non fu Pier Luigi Bersani, ma proprio Matteo Renzi, il 21 maggio 2013. Il futuro premier nell’ottobre di quell’anno rincarò la dose e nella sua e-news, il 31 ottobre, scrisse:«Il Pdl sul fisco ci ha inchiodato per mesi su Imu e Iva. E abbiamo visto i risultati». Come a dire che la strategia di Letta era sbagliata.

Come lui la pensavano anche molti altri esponenti dell’attuale governo e della segreteria Pd. Pier Carlo Padoan è l’esempio più clamoroso. Quando era vice segretario dell’Ocse disse che «le tasse che danneggiano di meno la crescita sono quelle sulla proprietà, come l’Imu, mentre le tasse che, se abbassate, favoriscono di più la ripresa e l’occupazione sono quelle sul lavoro». Cosa gli ha fatto cambiare idea? Mistero. Anche Graziano Delrio, renzianissimo della prima ora e fedele ministro delle Infrastrutture, parlando dell’abolizione dell’odiata tassa sulla prima casa tuonò contro l’idea di Berlusconi:«Sull’Imu non dobbiamo fare pasticci. Non possiamo permetterci di non fare pagare chi ha una prima casa di lusso». Cosa che, invece, con la manovra di Renzi accadrà (la denuncia, di qualche giorno fa, è arrivata addirittura da Repubblica, ndr).

E che dire di Debora Serracchiani? La vicesegretaria Pd il 13 agosto 2013 scrisse:«L’Imu non è la priorità, il tema dei temi è la rivisitazione del patto di stabilità per rimettere in circolo risorse e rilanciare l’economia». L’elenco di chi si è rimangiato la parola è lungo. Vale la pena chiuderlo con la dichiarazione di un ultrarenziano di ferro, il sindaco di Firenze, Dario Nardella, sempre pronto a fare le pulci agli avversi politici. Il 30 agosto 2013 si lamentò dell’azione del governo Letta, ritenuto troppo prono ai voleri berlusconiani. «Sbagliato fare dell’Imu la madre di tutte le battaglie. Ci vuole una riforma complessiva del fisco, prima liberiamo il lavoro». Chissà cosa avrà da dire adesso.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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