Rima Karaki, la giornalista libanese che non si sottomette all’islamista. Il video

Immagine 3Rima Karaki, avvenente e decisa giornalista libanese, è ormai la nuova star di internet e youtube. Il video in cui si ribella all’arroganza di Hani Al-Seba’i, studioso islamista, è ormai diventato un tormentone virale.
L’episodio è accaduto davanti alle telecamere dell’emittente Al Jadeed. Si parla di cristiani convertiti all’Islam, l’esperto islamico dice che non è un fenomeno recente e comincia a parlare degli anni ’70.
A quel punto la giornalista cerca di stare nei tempi e pone una domanda che non piace all’interlocutore: “Concentriamoci sul presente. Nel presente, quali slogan sono usati per attrarre i cristiani in questi gruppi islamici?”.
La replica è stizzita: Non mi interrompa, risponderò come voglio e non come piace a Lei, sono qui per servire l’idea in cui credo”. E ancora “Che razza di comportamento è questo?”.

La giornalista non si lascia intimidire, fa capire di rispettare le idee di Hani Al-Seba’i ma ricorda che i tempi sono ristretti e che lei pone domande per l’interesse dello stesso Al-Seba’i, affinché venga al punto. L’ospite non ci sta, non gli piace neppure dover rispettare i tempi ed esclama: “Ha finito? Taccia, così posso parlare. Parlo affinché la gente possa capire”.

A quel punto sbotta anche Rima Karaki: “Come può essere rispettato uno sceicco come Lei che dice a una giornalista di tacere?”. La reazione probabilmente stupisce l’islamista, che non può far altro che bofonchiare: “Io sono rispettato che Le piaccia o no” e poi darsi la zappa sui piedi “È umiliante essere intervistato da Lei. Lei è una donna che…”. Ma a quel punto il collegamento si interrompe e si sente soltanto la voce della donna, ferma e sicura, che chiosa: “Se non c’è rispetto reciproco, la discussione non va avanti”.

Probabilmente Hani Al-Seba’i era abituato a donne più sottomesse. Una lezione che ricorderà a lungo.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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