Roma, Polizia di Roma Capitale ancora contro Marino: “Si interessi di noi o si dimetta”

Conferenza europea della Fondazione De Benedetti "Casa e Mercato del Lavoro"Continua il braccio di ferro tra i vigili urbani e l’amministrazione di Roma capitale. Dopo il caso dei presunti “vigili assenteisti” nella notte di capodanno, che si è ben presto scoperto essere stato ingigantito dagli organi di informazione, arriva una nuova querelle.
La sigla sindacale CSA – OSPOL, con senso di responsabilità, aveva rinviato l’assemblea indetta per la serata del 31 dicembre 2014 a domenica prossima, 11 gennaio. Giorno del derby Roma-Lazio. Il Comandante del Corpo della Polizia Locale di Roma Capitale, citando norme del contratto nazionale, ha però vietato l’assemblea, scatenando l’ira dei sindacati che lo accusano di aver violato i più basilari diritti dei lavoratori.
Oggi ci sarà un’assemblea generale in Campidoglio indetta da tutte le sigle sindacali.
L’organizzazione sindacale delle polizie locali ha diramato un comunicato, rivolgendosi anche alle istituzioni politiche del comune romano. 
“L’Ospol-Csa reputa gravissimo il comportamento del comandante del Corpo e dell’Amministrazione di Roma di non garantire il diritto di indizione di assemblea né il diritto di partecipazione da parte dei lavoratori alla stessa assemblea convocata per domenica 11 gennaio. Questo è un grave attacco alle libertà costituzionali dei lavoratori. Il comandante revoca l’assemblea per motivi legati alla concomitanza dell’evento sportivo Roma-Lazio al fine di garantire il regolare svolgimento della manifestazione e l’afflusso degli sportivi anche per motivi di ordine pubblico”.
 “L’Ospol-Csa chiama in causa il sindaco Marino e il comandante Clemente, più volte sollecitati dal sindacato a non far ricadere sui cittadini romani oltre un milione di euro l’anno per servizi resi dalla Polizia Locale per le partite di calcio, ma di farlo pagare alle stesse società sportive. L’Ospol-Csa intraprenderà ogni azione per denunciare in ogni sede questa ennesima imposizione che inevitabilmente inasprirà ancor di più la vertenza in atto tra i 6.000 appartenenti al Corpo della Polizia Locale di Roma Capitale e i vertici del Comando e dell’Amministrazione. Chiediamo al sindaco Marino di rientrare dalle vacanze e interessarsi seriamente del Corpo della polizia locale della città che amministra, diversamente si deve dimettere”.
Un ulteriore inasprimento dei rapporti tra vigili e amministrazione. Un caso simile a quello di capodanno, la cui versione ufficiale dei “vigili che si sono messi in malattia per non lavorare a capodanno” è stata presto smentita. La verità è infatti un’altra.
Dalle ore 19 del 31 alle ore 7 del 1 gennaio solitamente è prevista un’aliquota di 700 unità in forma di prestazione straordinaria e 200 in turno ordinario, già previsti da un calendario delle festività.
I vigili urbani sono però da tempo in lotta per il loro contratto decentrato, così dal 20 dicembre, con il supporto delle sigle sindacali, hanno deciso di non aderire ad alcuna forma di lavoro straordinario fino al 15 gennaio. Il termine per dare l’adesione allo straordinario di capodanno era il 23 dicembre.
Il Comando, già a Natale, sapeva che il 31 non ci sarebbero stati straordinaristi, ma d’autorità ha spostato tutto il personale previsto per l’ordinario il 31 dicembre, sia al mattino sia al pomeriggio, nel turno serale dalle 17 alle 24, e quello previsto per capodanno, mattina e pomeriggio, nel turno dalle 00,00 alle 07,00.
Uno spostamento che ha stravolto le vite di buona parte del personale, in quanto alcuni erano convinti di non dover lavorare il 31 sera. Parliamo di circa 300-400 persone.
Di queste, alcune hanno autonomamente deciso di usufruire di leggi varie (donare il sangue, 104 ecc.), altri si sono messi in malattia già dal 30 dicembre con certificato telematico, ricevendo pure la visita fiscale.
A quel punto è stata fatta scattare la reperibilità con conseguenze immaginabili sul personale che neppure era di turno: cenoni saltati e piani stravolti.
Qualcuno si è messo in malattia al momento della reperibilità, ma al di là di fascicoli aperti dalla procura in seguito ad esposti, ancora nessuno ha ricevuto notifiche di avvio di procedimento disciplinare. Insomma, un caso montato e ingigantito, una boutade giornalistica che in realtà cela un pessimo rapporto tra polizia locale e amministrazione di Roma capitale.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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