Siamo tutti “La Barcaccia”

Calcio:hooligan Feyenoord invadono Roma,assalto a BarcacciaL’hanno definito “Il Sacco di Roma” e quelle immagini che vedono la Barcaccia di Piazza di Spagna deturpata dalla follia di alcuni tifosi olandesi è forse solo l’ennesima espressione di un paese che non sa da che parte vuole stare.
Perché è facile fare come il Sindaco della capitale Ignazio Marino che non ha perso tempo nel gettare la croce su Prefetto e Questore senza chiedersi quanto anche lui nella sua funzione di primo cittadino avrebbe potuto fare per evitare uno scempio di portata mondiale.
Ed è facile lanciare indiscriminate colpe verso coloro i quali sono una carica soggetta alla politica e che della politica sono ormai da tempo i parafulmini più facili e preferiti, perché quando va tutto bene i sindaci sono gli unici artefici del buon governo della città anche in relazione all’ordine pubblico, quando va male è colpa solo di Prefetto e Questore.

Lui, il sindaco, di certo difficilmente si spende nel capire bene cosa sia l’ordine pubblico e che anzi se ne guarda bene dallo schierarsi con le “Guardie”, non sia mai che il suo elettorato abbia ad aversene a male.
Ma se è accaduto tanto scempio a Roma è proprio perché nel tempo stare dalla parte delle divise, della legge, delle libertà democratiche gestite sotto la bandiera della legalità non portava voti, anzi, si veniva additati come dei fascisti dell’ultima ora, ci hanno fatto credere che la polizia non serve, i tagli indiscriminati degli ultimi anni al comparto sicurezza ne sono la dimostrazione.
Cosa credono coloro i quali si schierano come il Sindaco Marino? Che l’ordine pubblico sia una questione magica? Mistica? “Con la sola imposizione delle divise” si possono ottenere risultati?

Prevenire l’ennesimo “Sacco di Roma”, perché ogni giorno la capitale e non solo è saccheggiata su più fronti, basta fare un giro nelle periferie, può essere solo una questione di mera presenza?
Che strumenti normativi si hanno?
Che avrebbero dovuto fare? Sgomberare in tempi non sospetti cittadini europei che avevano scelto come punto di ritrovo Piazza di Spagna?
E per quale motivo? Perché si stavano ubriacando? E la libertà di circolazione delle persone costituzionalmente garantita anche dall’Unione Europea che fine avrebbe fatto?
Si rendono conto i nostri politici che la libertà estrema che hanno voluto, associata alla libertà di tante toghe di condannare fattivamente solo le intemperanze delle divise (identificabili nonostante l’assenza dei numeri sui caschi), ha portato a essere estremamente morbidi anche nella gestione preventiva delle piazze?

Qualcuno si rende conto che i Funzionari di Polizia che si ritrovano ad affrontare le folle sono troppo spesso vittime della paura di sbagliare ?
Ci stracciamo le vesti per non accogliere la responsabilità civile dei giudici (loro si che non possono sbagliare visto che hanno il potere di rovinare la vita ad innocenti) e abbandoniamo i nostri funzionari di pubblica sicurezza a loro stessi poiché, male che vada, diventeranno loro i capri espiatori del fallimento del sistema?
Questo è un paese che deve decidere da che parte vuole stare, questo è un paese che si deve rendere conto che se non vuole soccombere alla violenza insita nella società “civile” deve fornire ai custodi della legge mezzi legislativi per poter agire senza avere paura delle conseguenze ma anche la possibilità di carcerare per davvero, chi ricorda cosa accadde in Polonia con i tifosi laziali?
Per quale motivo un Graziano Stacchio di Vicenza deve pagarsi le spese legali per difendersi, come se fosse lui il delinquente, dalle pretese della famiglia di un rapinatore?
Per quale motivo, ed è notizia recente, un Carabiniere deve risarcire migliaia di euro per delle lesioni a un ladro arrestato in una concitata operazione di polizia?

Ci rendiamo conto che per prevenire gli abusi degli agenti abbiamo di fatto un sistema di tipo terroristico “colpirne uno per educarne 100”?
Perché non diamo a queste nostre uniformi la preparazione, competenza, supporto legislativo per difendere tutti noi e quella “Barcaccia” che in fondo funge da icona e rappresenta quella libertà di essere colpiti da chiunque in assoluta impunità?
Gli Italiani e i loro politici hanno il coraggio di agire in questi termini o preferiscono far saltare la testa dell’ultimo agente o di Prefetti e Questori pur di salvaguardare questo fallito sistema?

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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