Spiegato lo ‘shock da granata’, la firma delle bombe è nel cervello

soldati curdi“Uomini che la mente han rapita dai morti”. Così il poeta inglese Wilfred Owen chiamava le vittime dello ‘shock da granata’: una sindrome misteriosa che il letterato conosceva molto bene (gli fu diagnosticata nel 1917, mente combatteva la Prima Guerra Mondiale), ma sulla quale la scienza si è interrogata per un secolo. Fino ad ora. Un gruppo di scienziati della Johns Hopkins University di Baltimora ha infatti svelato il mistero di questa patologia, grazie ad autopsie condotte su veterani Usa sopravvissuti allo scoppio di ordigni esplosivi in Iraq e in Afghanistan, morti successivamente per altre cause.

Il team americano ha scoperto che l’esplosione di una bomba provoca nel cervello una lesione del tutto peculiare, diversa da quelle legate per esempio a un incidente d’auto o a un’overdose di droga. Lo scoppio di un ordigno, in altre parole, lascia una firma sul cervello: una lesione ‘a nido d’ape’ localizzata in regioni critiche come i lobi frontali, strutture che controllano la capacità di ragionamento e di prendere decisioni . “La posizione e l’estensione di queste ‘impronte’ – commenta sul quotidiano britannico Independent Vassilis Koliatsos, fra i coordinatori dello studio – può aiutare a spiegare perché alcuni veterani che sopravvivono a un bombardamenti hanno problemi di rimettere insieme le loro vite”.

Adnkronos

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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