Tasse ed immigrazione

Renzi-PadroneGuerra anti-tasse e sicurezza interna. Flat-tax e regolazione dei flussi migratori dal medio-oriente. Questi, come spesso ricordato, saranno i temi che appassioneranno la contesa politica dei prossimi mesi e l’attenzione dei cittadini.

Aldilà di ogni declinazione di grado, il vero problema che impedisce in questo paese di affrontare i due temi sopra evidenziati, è l’esistenza del PD, tanto più che ora è al governo, tanto più che da febbraio 2013 si è ulteriormente esteso il suo controllo delle istituzioni con la conquista elettorale di ulteriori regioni e capoluoghi importanti della vita economico-sociale di questo paese.

E’ Renzi ed il PD il vero masso che ostruisce la strada della riforma strutturale dei nostri territori e delle istituzioni che li devono amministrare.
Il modello sociale perseguito da questo partito e dai suoi apparati non può prescindere mai, pena la sua esistenza stessa, da una tassazione al livello di un vero e proprio inferno fiscale e da una scellerata politica degli ingressi facili di centinaia di migliaia di nuovi elettori immigrati: vere e proprie orde di nuovi cittadini, i quali, nell’idea della sinistra dovranno essere i sudditi che sostituiranno coloro che sempre più si sottraggono alla voracità di uno Stato assetato di risorse da estorcere attraverso l’imposizione fiscale più esacerbata e bieca che la storia del Belpaese possa annoverare negli ultimi 150 anni.
Da qui la centralità di isolare e ridimensionare quanto più sia possibile questo partito ed i suoi associati. Non vi è provvedimento per quanto adatto, per quanto ben spiegato a livello di coperture finanziare che possa anche soltanto scalfire questo modello sociale perseguito, senza prima fare i conti con chi ne è l’incarnazione più diretta e centrale: il PD, quell’incarnazione del ‘partito della spesa pubblica’ alla quale fanno riferimento anche tutti gli altri attori che in questi anni ne hanno usufruito ed approfittato sulle spalle di chi produce e lavora.

E’ un problema di vera e propria salute pubblica: non può esistere abbassamento della tassazione, ne la regolazione di alcun flusso migratorio proveniente dall’esterno fino a che il PD non verrà ridimensionato, non è possibile neanche a livello di teoria o di remota possibilità.

Il governo delle chiacchiere di Renzi ne è la ennesima riprova: accettano tutto basta che non gli tocchi spesa pubblica e tasse.

Potrete sposarvi fra persone dello stesso sesso, diventare islamici o di qualunque altro orientamento e religione, ma non vi provate neanche ad immaginare un paese dove sia possibile pagare meno le tasse e decidere coscienziosamente i flussi migratori senza correre il rischio di saltare per aria o finanche di aver paura di mandare in giro i vostri figli e le vostre mogli per i quartieri-deposito di questa folla di diseredati inopinatamente fatti entrare.

Loro per continuare ad intermediare i ¾ della vita economica di un intero paese hanno bisogno e di tasse oltre il 70% di Total Tax Rate e di una ventina di milioni di nuovi immigrati.

Questi, statene pur certi, sono punti non negoziabili per il PD!
Se a causa di questo modello sociale abbiamo già oltre un milione di giovani emigrati qualificati all’estero ed importiamo a ritmi vertiginosi pizzaioli e fruttivendoli musulmani ed ogni altro tipo di bassa-manovalanza, quando non si tratti di veri e propri soggetti inadatti ad una qualsiasi relazione sociale che non sfoci nella bassa criminalità da strada, questo non è un problema per loro, l’importante è che il sistema sopravviva e vi è una sovrapposizione quasi speculare, nel nostro caso specifico, tra sistema e PD.

Non badano a conseguenza i signori della sinistra italiana, quando si tratta dei loro privilegi che non si vergognano minimamente, ancora, a chiamare diritti acquisiti.

Parassiti e burocrati di questo stampo faranno precipitare un intero continente nella spirale più volte descritta da Ida Magli, piuttosto che mettere in discussione il loro ruolo, è solo questione di tempo.

E’ ormai anche un insulto all’intelligenza discutere e discettare di policies e provvedimenti vari, senza prima mettere mano a questa bonifica da fare, improrogabile.

Come inutile la questione intellettuale tra interventismo e libero mercato, quando si pensi che anche Keynes, il fondatore concettuale dell’intervento statale in economia, non aveva mai osato immaginare che si potesse andare oltre un 25% complessivo di prelievo fiscale e noi siamo ben oltre, molto oltre.
Le persone reali che producono ricchezza non possono più portare sulle spalle un tale fardello interno e continentale.
Chiunque voglia opporsi a questo stato attuale delle cose, non può non mettere all’ordine del giorno, in qualunque contesto politico e culturale, elettorale o meno, il fatto che occorre ridimensionare, ostracizzare in ogni ambito, il vero motore di questo girone infernale che è diventata la nostra società: il PD e la sinistra consociativa tutta, comunque declinata.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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