Terrorismo islamico, Alfano: «Nove espulsioni, oltre cento sotto controllo»

polizia alfano espulsioniVia da dicembre. Il ministro dell’Interno annuncia la stretta su foreign fighters e integralisti.Tutti erano residenti da anni in Italia: radicalizzati via web, reclutatori, militanti dell’Is

ROMA. La prima mossa dell’Italia contro la minaccia jihadista è l’espulsione di nove persone, cinque tunisini, un turco, un egiziano, un marocchino e un pachistano, tutti con permessi di soggiorno di lunga data nel centro-nord, ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale. Sono soggetti che si sono radicalizzati attraverso il web, internauti molto attivi, militanti dello Stato islamico e reclutatori. Due di questi coinvolti al punto da mandare le famiglie a combattere in Siria. Angelino Alfano annuncia al Viminale che il giro di vite è cominciato e che ci saranno presto «altre espulsioni»: «Avevamo detto che avremmo avvitato ulteriormente il meccanismo delle espulsioni e lo abbiamo fatto prima dei fatti di Parigi. Continueremo a essere durissimi».

Massima allerta. Sotto la lente dell’antiterrorismo italiano ci sono oltre cento persone, «un numero molto superiore a cento», dice Alfano: «La nostra azione è radiografare posizioni individuali di sospetti e passare al microscopio ogni segnale che possa generare dubbi sulla sicurezza» spiega il ministro. Nessuna «lista nera». Piuttosto «un volume di monitoraggio che si fonda molto sulla riservatezza», in un Paese in cui tutto il sistema, dal dipartimento di pubblica sicurezza agli apparati di intelligence, «è in stato di massima allerta», con il Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) riunito «praticamente in permanenza». «I nostri uomini migliori sono al lavoro quotidianamente – assicura Alfano -. Siamo di fronte a una minaccia immanente che può attuarsi in qualsiasi parte del nostro continente» e «sostanzialmente imprevedibile».

Degli espulsi, due – un egiziano e un marocchino – vivevano nell’hinterland di Milano, dove la procura ha avviato tre indagini su presunti fondamentalisti islamici: due riguardano donne: Maria “Fatima” Giulia Sergio, la giovane di 27 anni di origine campana partita nei mesi scorsi per la Siria, e una donna di origine straniera che si troverebbe in Medio Oriente. Nella terza inchiesta, che si avvia verso la chiusura, sono indagati una decina di siriani residenti tra Cologno Monzese e Milano. Tra loro, Haisam Sakhanh, il presunto capo del gruppo che avrebbe reclutato combattenti e che è partito nel 2012 per la Siria.

I foreign fighters italiani. L’elemento di maggiore allarme restano i foreign fighters, i fondamentalisti cresciuti o residenti da anni, come i nove espulsi a partire da dicembre, nel nostro Paesi, partiti per addestrarsi o combattere nei campi siriani o iracheni, rientrati e pronti a colpire. L’Italia ne ha contati finora 59, un numero piccolo nell“esercito” di 3-5mila persone stimate in Europa: uomini e donne stranieri che hanno risieduto o sono partiti dal nostro territorio, 14 dei quali già morti. Tredici i siriani, due i soggetti con doppia nazionalità, cinque gli italiani. Nessuno al momento presente in Italia, mentre il governo studia una misura per punire penalmente chi va a combattere in Paesi in guerra.

È probabilmente in Siria Maria Giulia “Fatima Az Zahra” Sergio, 27 anni, originaria di Torre del Greco, poi trasferita a Inzago (Milano), convertita nel 2009 all’Islam dopo aver sposato un marocchino. L’ultima sua traccia è su un volo Roma-Istanbul nel settembre 2014. In Siria si troverebbe anche Anas El Abboubi, marocchino naturalizzato italiano, 21 anni, residente nel Bresciano e fondatore della filiale italiana del movimento ultraradicale “Sharia4”. È in carcere in Iraq per terrorismo internazionale, invece, Giampiero F., nato a Reggio Calabria 35 anni fa, che a Bologna si avvicina a circoli integralisti islamici prima di trasferirsi in Spagna. Nella lista anche Giuliano Ibrahim Delnevo, genovese, morto a 23 anni in Siria nel giugno 2013.

No infiltrazioni da sbarchi. «Finora non è emerso nulla su possibili infiltrazioni di terroristi tra gli immigrati che arrivano via mare, ma nessuno può escludere nulla, e alcune procure sono al lavoro» sottolinea Alfano, mentre la Lega, con il segretario Matteo Salvini, ribatte: «Alfano annuncia l’espulsione di nove immigrati sospetti terroristi mentre sbarcano altri 515 clandestini. È ridicolo». Ma la vera frontiera, per il ministro, è «il potenziamento della cooperazione internazionale». Oggi a Bruxelles l’emergenza foreign fighters sarà sul tavolo dei ministri degli Esteri della Ue.

di Maria Rosa Tomasello per La Nuova Ferrara

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