Tutta colpa delle donne

12019912_970282836362593_4480654063902128089_nA partire dal 1880, a seguito delle ennesime stragi antisemite in Russia e Polonia, molti ebrei decisero di ricongiungersi con i loro familiari in Israele.
Gli ebrei non lasciarono mai Israele ma ci vissero a fianco agli Arabi per 2.000 anni in un equilibrio più o meno precario.
L’arrivo però di ebrei Europei fece degenerare la situazione semplicemente per un fattore culturale.
Gli ebrei e le donne ebree che arrivarono erano laureati nelle migliori università d’Europa. Erano in gran parte comunisti, combattevano per la parità dei diritti e per la democrazia, tutte cose sconosciute in Medio Oriente.
Il problema più grande furono però le donne.
Le donne ebree avevano gli stessi diritti degli uomini. Potevano dirigere le comunità agricole (kibbutz), indossavano gli stessi abiti degli uomini (camicia e pantaloncini) ed erano assolutamente emancipate.
Questo costituiva un grave pericolo per la popolazione araba. Se le loro donne avessero visto che non si nasce schiave, avrebbero potuto emanciparsi molto presto.

Gli attacchi armati contro gli ebrei si fecero violenti e continui.
Golda Meir (il primo ministro Israeliano) era donna e difese con tutta se stessa la parita’ dei sessi nello stato nascente.
Al rischio paventato di stupri e violenze, si propose di impedire alle donne di uscire dopo le 17.
Golda Meir respinse la proposta anzi sentenziò che allora sarebbe stato più facile obbligare gli uomini a stare a casa dopo le 17 per lasciare le donne libere di uscire la sera senza rischi.
Oggi Israele vede la parte femminile della sua popolazione, fortemente emancipata.

Le donne hanno incarichi importanti nell’esercito, nel governo e nelle aziende (unico caso in tutto il medioriente).
Le ragazze Israeliane già da adolescenti (come pure i ragazzi) si rendono autosufficienti lavorando come cameriere nei bar e ristoranti che in Israele sono numerosissimi.
Possono poi partecipare alle gite delle organizzazioni Sioniste che mostrano loro il territorio, le sue bellezze e spiegano la storia del paese.

A 18 anni servono nell’esercito per due anni e acquistando una sicurezza ed una autostima difficilmente riscontrabile nelle donne di altre nazioni. Sono spigliate, vivaci, creative; moderne in poche parole.
Le ragazze Israeliane sono il male assoluto per il Medio Oriente che senza Israele potrebbe tornare al Medio Evo.
La cultura Araba è maschilista, omofobica e sessuofobica.
Le trasmissioni TV di Israele vengono disturbate per impedire ai cittadini dei paesi confinanti (e soprattutto alle donne) che si può essere liberi e non sottomessi.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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