Uccide finanziere e poi si ammazza L’agente lo denunciò per abusi

finanziere (1)Angelo Brochetta, 65 anni, è andato a casa di Franco Pavan, 47, ‘basco verde’ che 6 anni fa lo fece condannare per violenza sessuale e gli ha sparato. Poi si è tolto la vita

Spara a un finanziere e poi si toglie la vita. Angelo Brochetta, 65 anni, gioielliere di Carlino (Udine), si è presentato giovedì mattina alla porta di casa di un finanziere di 47 anni, Franco Pavan, e lo ha ucciso con alcuni colpi di pistola, prima di togliersi a sua volta la vita. Il dramma si è consumato a Piancada di Palazzolo dello Stella (Udine). All’origine del gesto, secondo quanto ricostruito dalla Procura, una sorta di vendetta che il gioielliere covava nei confronti del finanziere. I due si conoscevano. Nel 2008, Pavan aveva denunciato Brocchetta per abusi sessuali nei confronti di un figlio di primo letto. Successivamente, l’orefice era stato condannato a 8 anni per questo reato, confermati in appello nel maggio del 2014. Il procedimento è poi passato in Cassazione a seguito del ricorso presentato dal gioielliere.

Minacce alla moglie, l’uccisione del marito Il gioielliere si è recato a casa del finanziere intorno alle 8 del mattino, alla guida di un’auto presa a noleggio. Ha bussato alla porta. Ha minacciato la convivente dell’uomo che stava uscendo per portare il figlio, un bimbo di sette anni, a scuola. Le ha puntato contro l’arma, una calibro 9 regolarmente detenuta. Poi è salito al piano di sopra e ha esploso diversi colpi di pistola contro Pavan. Infine è tornato al pianterreno e si è tolto la vita sul pianerottolo del retro ingresso della villetta.
Trovati accetta, diluente e stoffe Nell’auto con cui aveva raggiunto Piancada, i carabinieri del Nucleo investigativo di Udine, comandati dal maggiore Roberto Scalabrin, che conducono le indagini sotto il coordinamento del procuratore capo Raffaele Tito e del pm Letizia Puppa, hanno trovato anche un’accetta, del diluente e delle stoffe. Elementi che hanno portato gli inquirenti a ipotizzare che il gioielliere pensasse di compiere anche qualche altro atto sconsiderato.
Il ricordo di «Johnny» Sul posto sono andati anche il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Udine Stefano Commentucci e molti colleghi del finanziere, che prestava servizio presso la compagnia di San Giorgio di Nogaro. «Un militare e un uomo del tutto mirabile. Le Fiamme Gialle di Udine – è il ricordo di Commentucci – sono vicine ai familiari tutti del collega» . Il comandante della Guardia di Finanza ha voluto inoltre precisare che il militare, che tutti chiamavano affettuosamente con il suo secondo nome «Johnny», era ben voluto da tutti i colleghi e stimato dai suoi superiori. Aveva uno stato di servizio ineccepibile e libero dal lavoro si adoperava in attività di volontariato a favore di persone bisognose nel comune di residenza.

Corriere.it

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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