Vestiti da Gesù mimano sesso con la croce. Al circolo Arcigay bolognese festa blasfema

imageUn’iniziativa del Ca…ssero. In tutti i sensi. Il genderismo militante ormai se ne inventa una più del diavolo per coprirsi di ridicolo. Dopo essere venuti a conoscenza di quante paia di mutande, di pantaloni laccati e di camicie rosa schocking di Dolce & Gabbana sono stati gettati istericamente dalle finestre di noti vip italiani ed internazionali a seguito delle dichiarazioni dei due stilisti in difesa della famiglia tradizionale, adesso tocca a Gesù, sissignore. Prendi un circolo Arcigay, somma un’incredibile confusione culturale, aggiungi dell’alcool per una serata sciocca e strillona ed infine un bel crocifisso. Cosa ottieni? La notte più “eretica e scaramantica” di Bologna, il “Venerdì Credici”.

E la serata più stupidamente yeah di questo mondo, svoltasi Venerdì scorso al circolo Arcigay “Il Cassero”, va su Facebook con tanto di foto – caricate sul profilo social del circolo il 16 Marzo – : tre maschioni, di nome, in fila per tre abbigliati come Gesù ed i due ladroni che mimano giocondi e spudorati un bell’atto sessuale con una grande Croce. Poi un finto Padre Pio ed una sequela di buontemponi ansiosi di farsi immortalare con il crocifisso. Blasfemia, buon senso, buon gusto, pacatezza, identità e rispetto religioso scaricate nello sciacquone della peggiore indecenza ipocrita di chi combatte per i propri diritti purché annullino di sana pianta quelli altrui. Siamo tutti Charlie col culo degli altri, al contrario. Il rispetto è reciproco o non è. Il genderismo da barricata colpisce ancora. Mentre ancora si cerca di distinguere nitidamente il confine etico che deve separare il termine “omofobia” da un utilizzo speculativo ridicolo, arriva fulminante la reazione. “Destre” e ala cattolica PD di Bologna unite. “Stop alle iniziative blasfeme e offensive della dignità dei cristiani […]Tutti devono sapere: queste offese sono finanziate dal Comune di Bologna. I soldi pubblici devono sostenere asili, anziani, minori, politiche della sicurezza, ecc. Se proprio il Cassero vuole offendere, lo faccia con i propri soldi. Non con i nostri”. Così su Facebook il consigliere comunale di Forza Italia Michele Facci.

L’azzurro amministratore, però, va oltre annunciando: “un’interpellanza per chiedere all’amministrazione se sia opportuno continuare a finanziare certe iniziative come quelle di Cassero Lgbt”. Sì, perché lo spazio – termine carissimo al gergo battagliero centrosocialino – in questione è del Comune di Bologna o meglio è stato affidato in gestione proprio dall’amministrazione della città degli Asinelli. Dall’altra sponda, quella PD, la consigliera Santi Casali: “Non trovo una sola ragione per cui questa roba debba avere luogo in una sede del Comune e finanziata coi soldi di tutti”. Insomma, il pietoso radicalismo chic azzera moralità e quel senso di ribellione dei “poveri giusti” al caviale trasmette perdurante ed incessante il significato: il rispetto per loro passa dalla sconfitta della condizione e convinzione altrui, ma quando così non è, c’è solo una parola per identificare il male: FASCISTI! Lo ha gridato Gabbana a Sir Elthon John, lo strillano oggi i membri del direttivo del “Cassero” – in tutti i sensi – assistendo ai commenti alle immagini : “Quei commenti manifestano un rigurgito omofobo e fascista di una violenza impressionante. Sorprende che, invece, su questo non nasca nessuno scandalo. Perché omofobia e fascismo preesistono a quelle foto e non fanno altro che esprimersi in quei commenti”, come preesiste la cecità culturale nell’associare forzatamente fino al vomito, cacca ed accendini, aggiungiamo noi. Per i paladini del peggior progressismo che giocano a fare la rivoluzione di costume col portafogli degli altri – in puro stile sessantottino – “rigurgito” e “fascismo”, evidentemente, sono la massima aspirazione dialettica possibile nell’insalata rancida del politicamente corretto ben più amato, ormai, del Libretto rosso di Mao. A seguire rispetto, solidarietà, equità, bonghi.

Cosa ci si può aspettare, del resto, quando la propensione ad una sana apertura mentale è più bassa della probabilità che tali signori conoscano i veri significati di integrazione culturale e di valori universali?

Ma dopo le cocentissime polemiche delle ultime ore, al circolo Arcigay bolognese, è ora di ricominciare i lavori. Alle ore 20.00 per la serie “Liberamente 2.0” va in onda il convegno: “Religione e mondo LGBT – Omosessualità e religione, incontro con gli/le esperte”

Bel paradosso del Ca…ssero!

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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