Vigili urbani in malattia a Capodanno: L’asse sindaco- comandante rischia di saltare

locale vigili urbaniIl rischio di un nuovo Panda-gate è dietro l’angolo. Stavolta, il boomerang per Ignazio Marino è rappresentato dal caso della Polizia Locale. E la prossima testa a cadere potrebbe essere quella del Comandante del Corpo, Raffaele Clemente. I vigili urbani, infatti, sono stati messi sulla graticola per il presunto assenteismo nella notte di San Silvestro, meritandosi persino la reprimenda social del premier Matteo Renzi. Il castello accusatorio costruito dal primo cittadino e dal capo del Corpo sta però venendo giù con il passare dei giorni. A conferma dei tanti dubbi esternati sin dai primi giorni proprio da« Il Tempo».

LA TELEFONATA
Ieri, Il Corriere della Sera ha parlato in forma non dubitativa di una telefonata fra Marino e Clemente, dove il sindaco avrebbe ordinato di trovare al più presto «altri 50 casi» di irregolarità da girare all’ufficio disciplinare, oltre ai 30 casi segnalati nei giorni scorsi. Già, solo 30, rispetto a quegli 835 su 1000 sparati nel comunicato inviato da Clemente il 1 gennaio. E c’è chi giura di aver ascoltato in prima persona la registrazione di quella telefonata, come Mauro Cordova, presidente dell’Arvu, che ora ha sporto denuncia alla Procura di Roma per «un episodio molto grave» che «dovrebbe spingere il sindaco Marino alle dimissioni». «Si sentiva – afferma Cordova – Marino che diceva chiaramente a Clemente di trovare almeno altri 50 casi, perché si erano esposti e non potevano fare brutte figure. Dall’altra parte, Clemente arrabbiatissimo replicava che si era stufato e minacciava le sue dimissioni». Ora il presidente dell’Arvu è determinato ad andare avanti: «È una vergogna. Sindaco e comandante devono andare via». Ieri il contenuto della telefonata è stato smentito dal Comandante Clemente: «Chi scrive o suggerisce queste ricostruzioni evidentemente non conosce né il sindaco, che mai si spingerebbe a dare un ordine illegittimo a un organo investigativo e autonomo, né me che mai accetterei un simile comportamento». Nessuna smentita, invece, è arrivata dal sindaco, nonostante le sollecitazioni della Cgil sin dalle prime ore del mattino.

L’INTERROGAZIONE
Come con il Panda-gate, a mandare nel panico il primo cittadino è stata un’interrogazione presentata dal senatore di Ncd, Andrea Augello, che ha chiesto al ministro Marianna Madia di chiarire la disparità fra i numeri dell’assenteismo forniti da Clemente e quelli presentati dal vicesindaco Luigi Nieri. Sempre Augello, riprendendo «Il Tempo», parla del presunto «virus di San Pietroburgo», che ha portato alla cancellazione di migliaia di file nel cervellone della Polizia Locale. Un virus informatico che ha danneggiato anche l’elenco del personale in reperibilità negli ultimi tre mesi, portando il Comando a utilizzare il 31 dicembre un file vecchio, con telefonate ed sms giunti anche ad agenti sospesi, in pensione o addirittura defunti. «I numeri sono veri – ha detto ancora ieri Clemente – e verranno utilizzati per rispondere al senatore Augello».

INDAGATI PER IRREPERIBILITÀ
Altra contraddizione che sta mandando in tilt il rapporto fra Giunta e Comando riguarda le specificità dei 30 «indagati» dall’ufficio disciplinare. 21 su 30, infatti, verrebbero accusati di mancata risposta alla reperibilità, violazione che, se venisse accertata, porterebbe gli interessati a un massimo di 11 giorni di sospensione. Non certo il licenziamento. Resta il fatto che questo tipo di casistica non e’ mai apparsa nei comunicati ufficiali del Campidoglio e che, soprattutto, la stragrande maggioranza dei 21 era in ferie e, dunque, non soggetto a reperibilità (l’errore potrebbe derivare proprio dal mancato utilizzo del file danneggiato dal virus).

CLEMENTE SI GIOCA IL POSTO
Ovviamente, se il caso vigili dovesse mettere in difficoltà il sindaco Marino, come minimo a pagarne le conseguenze sarebbe Raffaele Clemente, che secondo i testimoni avrebbe già esternato al sindaco la sua «stanchezza» telefonicamente. I sindacati, tra l’altro, pensano che il «colpo di grazia» potrebbe arrivare il 21 giugno, quando il Comandante dovrà presentarsi in audizione all’Autorità Nazionale Anti Corruzione per giustificare i criteri con cui ha organizzato la rotazione territoriale dei vigili.

Fonte: Vincenzo Bisbiglia per Il Tempo

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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