Vogliono rubare il Natale ai nostri figli come nel Grinch

grinchVe lo ricordate il Grinch, quell’essere verde e peloso, cattivo ed egoista, che voleva “rubare il Natale” ai bambini? Ecco oggi la realtà ha superato la fantasia: il Grinch è davvero tra noi! No, non sono allucinato, ma riesco semplicemente a leggere in modo lungimirante la realtà, tra le righe quasi. La trama del celeberrimo film in questione narra che il Grinch fosse un amante del Natale in tenera età ma che, a causa di un’umiliazione ricevuta, avesse deciso di diventare cattivo e desideroso di “rubare il Natale” agli altri.

Tutta la vicenda si svolge nel paese di Chinonsò, abitato da esseri di differente altezza, sesso ed età: i “Nonsochi“.

Ora confrontiamo la trama del film con un’attenta analisi dell’attuale scenario politico-cultural-sociologico italiano:

  • Sindaci, intellettuali, politici, presidi di scuole elementari vietano il Natale ai bambini;
  • Tutta la vicenda si svolge in una landa che, lungi dal definirsi Patria, accoglie benevolmente i clandestini e rifugge i propri abitanti in difficoltà, scevra ormai di quel tipico collante nazionale che dovrebbe distinguere una “Patria” da “Chinonsò”;
  • Questa landa senza nome è abitata da esseri di differente altezza, sesso ed età, i “Nonsochi“. Si badi bene alla parola “esseri”, e non già “persone”, in riferimento ai “Nonsochi“, ovvero a coloro che “non si sa chi siano”: è impossibile non capire che si sta parlando di “esseri genderizzati” (o comunque influenzati dalla teoria gender).

È da rilevarsi inoltre che:

  1. Il Grinch è un adulto e tutti i bambini sono vittime del “Grinch”;
  2. L’odio del Grinch è da ricercarsi in un’umiliazione subita da bambino, che spinge il Grinch (ovvero gli adulti che odiano il Natale) a voler privare del Natale tutti gli altri bambini.

Grazie all’evidenziazione del punto a) e del punto b) possiamo rilevare che tutto questo accade  a causa di un’umiliazione che sembrerebbe aver innescato nel “Grinch” un sentimento veramente poco nobile: l’invidia.

Stesso sentimento che, secondo l’On. Adinolfi, sarebbe la causa scatenante della dottrina gender:

ovvero quando 2 miliardari, abituati ad avere tutto ciò che desiderano (il riferimento dell’On. Adinolfi è ad Elton John ed al suo compagno), fanno i conti con il “limite di natura invalicabile” (puoi avere tutti i soldi che vuoi, ma l’uomo non rimane incinto …) ecco che scatta l’invidia … verso Dio … e per invidia, ma con i soldi, si ruba un figlio alla madre, attraverso l’abominevole pratica dell’utero in affitto, solo per il proprio egoismo.”  https://www.qelsi.it/2015/a-lecce-quasi-un-migliaio-per-dire-no-alla-teoria-gender/

Ed ecco la chiave di lettura della nostra favola (od incubo) del “Grinch”:

Nel paese di Chinonsò (l’odierna penisola italica) “esseri” (e non già “persone”) chiamati “Nonsochi” (esseri genderizzati o comunque assuefatti da detta dottrina), vengono privati del Natale a causa di un “Grinch” (tutti i radical chic nostrani …) mosso solo da un sentimento di vendetta o d’invidia, per un’umiliazione subita.

Altro che buonisti: chi vuol rubare il Natale è un Grinch, ovvero un mostro!

Dopo tutta questa analisi comparativa però mi sorge un dubbio: ma i radical chic nostrani che vogliono rubare il Natale ai bambini, non saranno mica mossi dall’invidia di non esser cresciuti nelle stesse famiglie tradizionali che ogni anno festeggiano il Natale, soffrendone, ed ora vogliono far soffrire tutti come hanno sofferto loro?

Mi verrebbe da chiederlo al Preside della scuola di Rozzano.

Pardon, “ex” Preside … per fortuna!

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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