Votare è bello

urna-votoVi è ancora tanta passione per la politica in questo paese. Vi sono interi segmenti della società civile che vorrebbero dire la loro, partecipare e non sanno come fare.
Hanno una terribile nostalgia di quando si pensava di andare a votare fiduciosi di poter contribuire a migliorare qualcosa.
La disillusione ha creato il vuoto, ma non ha definitivamente represso in tutti costoro la speranza che con lo strumento di voto si possa incidere sul futuro della società.
Per questa parte di società civile non andare a votare è come assistere alla partita del mondiale senza averci scommesso qualcosina sopra, non c’è gusto.
Come si fa a rimanere insensibili di fronte a questa manifestazione di educazione civica e rispetto delle regole democratiche?

Piange il cuore a vedere tutta questa schiera di liberali, liberisti ed un po’ anche libertari vittime di questa non voluta disillusione nei confronti del sistema di voto e dei partiti che lo hanno storicamente incanalato.
Sono la parte migliore e più evoluta di questa matura società in declino, quelli che sanno cosa c’è da fare, quelli che hanno capito il rapporto esistente tra principio di responsabilità ed offerta politica, ma il sistema di voto si ama, non si discute, come la propria squadra di calcio.
Hanno provato dal 2011 ad oggi a contribuire alla costruzione di un terzo polo, libero dai consociativismi che hanno caratterizzato la vita politica degli ultimi decenni, ma un po’ per colpa loro, un po’ per una situazione di crisi che ha ristretto ancora di più lo spazio di agibilità politica a chi non voglia fare una precisa scelta di campo, ora si ritrovano spaesati e nella condizione di non saper cosa fare, di quelli in buona fede parliamo, non di quelli che per una poltrona si sono rivelati la stampella del PD che erano e son sempre stati.
Lo spettro dell’astensionismo, dunque, si profila anche per questi stakanovisti della scheda elettorale.

Sono come pesci fuor d’acqua fuori dalla politica istituzionale ed oggi, non sanno da che parte ricominciare tra l’evidenza che non esiste più alcun spazio di manovra per partitini altri e l’idea di doversi, in alternativa, sporcare ancora le mani o turarsi il naso di fronte ai responsabili dell’attuale crisi politica ed economica.
Cominciamo a sgombrare un po’ di errori concettuali di fondo, al fine di farli riprendere da questo loop mentale che li porta ad una inazione coatta, elettoralmente parlando.

1) Chi nasce e cresce tondo, si dice, non può morire quadrato. Quindi, non fatevi troppi sensi di colpa per non riuscire ad immaginare un cambiamento che non passi per il sistema di voto, siete fatti così e l’unico obiettivo che è a vostra portata concettuale è, al massimo, quello di condurre una guerra anti-tasse, ma fatta, prevalentemente per via parlamentare.
Ditelo senza problemi e date il vostro appoggio soltanto a chi ed a coloro che questo obiettivo, almeno idealmente, ve lo possono, seppur con tutti i limiti del mondo, garantire per background politico-culturale;

2) Il sistema di voto e tutto l’apparato politico-istituzionale che lo soggiace è irriformabile ed è da qui che nasce la vostra ansia e la conseguente indecidibilità politica. Mettetevi l’anima in pace e pensate che per la vostra prossima volta alle urne non sarà più una questione di turarsi il naso come le altre, bensì sarà, bene che vada, l’ultima volta che proverete ad incidere in questo modo sull’esistente prima dell’arrivo della troika. Tenetelo bene a mente, per questo, tra gli altri motivi, non c’è più spazio per il teatrino che vi avrebbe risolto il problema e messo a posto la coscienza del ‘ne di qui, ne di là’. Oggettivamente o starete a destra oppure a sinistra, a meno che non decidiate contro voglia di stare fuori dalla competizione non votando, ma questa è l’ultima cosa che vorreste fare;

3) Ricordatevi che, snaturarsi con Tabacci o Passera o chi altri per fare un partitino ininfluente dello 0 virgola qualche punto percentuale, pone lo stesso problema di credibilità che farlo con Salvini o con l’innominabile ex-Cavaliere. La differenza sarà solo quella intercorrente tra l’avere a che fare con delle fotocopie piuttosto che con gli originali e nel caso è sempre meglio scegliere gli originali. A qualsiasi competizione elettorale o aderite con la vostra preferenza per provare a vincere la concorrenza oppure è totalmente inutile farlo, visto l’incalzare della crisi, arriveranno prima al nodo i problemi della possibilità di fare crescere un partitino ex-novo che cambi faccia a questo paese. Quindi, non vi sentite migliori di chi ha scelto di combattere dall’interno di quei contenitori dominanti la vostra stessa battaglia anti-tasse, perchè non lo siete, è ormai inerente alla stessa partecipazione al voto il fatto di dare seguito ad ibride soluzioni di coalizione, semmai preoccupatevi di dare forza a quegli strumenti e a quegli uomini e donne che all’interno di quei partiti o di quella coalizione possano garantirvi una maggiore aderenza alle tematiche che vi stanno più a cuore;

4) Se proprio la società civile di cui fate parte deve mandare un segnale di forte rinnovamento, questo segnale è quello che di dare vita ad iniziative, a scopo elettorale e non solo, che diano l’evidenza della maturità raggiunta e del tesoro fatto dagli errori di inesperienza commessi in questi anni. Ergo, vanno bene tutte le iniziative, anche indipendenti in tal senso, ma a patto che sappiano interagire con la coalizione di scopo che voglia contendere al PD, il governo del paese e quello delle sue articolazioni locali;

5) È il PD ed i suoi associati che vi stanno portando con molta disinvoltura nelle mani della troika, in quelle degli Imam con la scusa dell’accoglienza ed in quelle di tutte le altre storture di questo inferno fiscale che a loro vanno bene, a patto che non si tocchi la spesa pubblica ossia ciò che li mantiene in vita.

Se non siete d’accordo il centro-sinistra è il vostro posto, comunque decliniate la vostra posizione votando e noi ve lo rammenteremo ad ogni occasione, statene certi.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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