al-Qaeda ci minaccia: “Uscirete dalla Libia umiliati e sottomessi”

al quaeda libia minacce italiaAbu Ubaydah Yusuf al-Anabi, il numero due di al-Qaeda nel Maghreb, minaccia l’Italia: secondo il leader terrorista, l’Italia attraverso un non precisato generale governerebbe già di fatto la Libia e si preparerebbe a farlo anche militarmente. Nel messaggio si fa riferimento agli italiani come i nipoti del generale Rodolfo Graziani, in memoria del passato coloniale. Ne ha parlato Mario Valenza su Il Giornale.

di Mario Valenza

Non solo l’Isis, ora anche al Qaeda minaccia l’Italia . “L’Italia romana ha occupato Tripoli”.

E’ quanto sostiene il numero due dell’organizzazione di al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), l’algerino Abu Ubaydah Yusuf al-Anabi, in un video di 23 minuti e 24 secondi il cui contenuto è stato rivelato dall’agenzia mauritana ‘al-Akhbar’, che ne ha ricevuto una copia. Nella clip si punta il dito contro il governo italiano. A far scattare le minacce qaediste sarebbe l'”occupazione” da parte dell’Italia. Stando al terrorista, “un generale italiano”, di cui non fornisce altri dettagli, “è a capo di un governo fantoccio di cui fa parte gente della nostra razza che ha venduto la sua religione”, alla stregua di quanto accadde in Iraq con “la nomina di Paul Bremer dopo la campagna criminale di George Bush”, per non parlare di come “il suo compagno di crimini Donald Rumsfeld ha insozzato Baghdad”.

Nel video Anabi spiega che “con le rivoluzioni arabe l’Occidente crociato ha assistito al ritorno dei musulmani alla loro religione, ha preso atto del loro desiderio ostinato di applicare la sharia, e non ha trovato altro rimedio che tornare a occupare quei territori, mettendo le sue avide mani sulle ricchezze e sul petrolio e continuare a controllarli”. Per Anabi “la minoranza euro-americana controlla il mondo in generale e la nostra ummah musulmana in particolare”, mentre “chi non si rassegna e resiste è definito un terrorista ed è ricercato vivo o morto”, laddove “il concetto di terrorismo mira a diffamare il jihad”. A questo punto arriva un appello ai libici, il terrorista chiede di “trovare l’unanimità, unificare i discorsi, ordinare le fila e chiarire le divergenze” contro il “complotto” in corso. “La culla delle conquiste nel grande Maghreb è stata consegnata senza colpo ferire a un generale italiano che ruba le sue risorse, umilia i suoi uomini e viola i suoi simboli sacri. Non sarebbe stato meglio se la riunione di Skhirat fosse stata destinata alla liberazione di Ceuta e Melilla?”, si chiede Anabi con riferimento alle due enclave spagnole nel nord del Marocco.

Rivolgendosi ai partecipanti a quella riunione, il terrorista ribadisce che Aqmi “non accetterà i risultati delle vostre conferenze e non tacerà di fronte ai vostri complotti. Se volete mettere le mani sulla nostra gente e le nostre risorse, dovrete passare sui nostri resti, poiché noi siamo un popolo che non si arrende, o vinciamo o moriamo”. Infine la terribile minaccia: “Ai nuovi invasori, i nipoti di (Rodolfo, ndr) Graziani”, con riferimento al generale che ricoprì diversi incarichi di comando in epoca fascista e durante le guerre coloniali italiane. “Vi morderete le mani pentendovi di essere entrati nella terra di Omar al-Mukhtar (il combattente libico che guidò la resistenza all’occupazione italiana, ndr) e ne uscirete umiliati e sottomessi, con il permesso di Dio”, ha avvertito il terrorista. Un messaggio da non sottovalutare. La Libia è vicina. Il terroristi pure…

Pubblicità

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Per maggiori info, leggi la nostra Cookie Policy e la nostra Privacy Policy.

Chiudi