Muore Casaleggio: tutti i colori del “coccodrillo”.

Il guru dei Cinque Stelle ci lascia.

Lo fa in punta di piedi, come ha vissuto, avvolgendo tutta la sua esistenza politica nelle nebbie del mistero, idolatrato dai suoi come un Sai Baba della politica e del web, sotto sotto invidiato dagli avversari per la sua geniale capacità di utilizzare la “parte oscura” del web e dei social, ribaltando a proprio (e del Movimento) uso e consumo ogni istinto pseudo ribellistico da tastiera, tutte le rabbie represse, gli istinti primordiali, il giacobinismo a 32 bit.

Rispetto. Rispetto dicasaleggio-grillo fronte alla morte, la grande “livella”che decide quando è ora di dire basta, rispetto dovuto a chiunque e che impone l’onore delle armi anche a chi si è avversato duramente in vita. Questo è il filo conduttore delle dichiarazioni di politici e opinionisti in queste ore, preoccupati di non farsi beccare a spolpare le carni del cadavere ancora caldo. Eppure Gianroberto non si offenderebbe, ne siamo certi, se nel descriverlo a un alieno improvvisamente sbarcato sulla Terra ne parlassimo come di un imprenditore senza scrupoli della vita e della politica; uno capace di trasformare due Portali come Tze Tze e La Fucina (col figlio) in una specie di Pravda pentastellata con i contenuti “autogenerati” dalla “ggente”, anziché dal potere, aprendo le porte a una umanità variopinta e sommersa, credulona, ansiosa di potersi sentire finalmente protagonista, anche se solo grazie a un commento sotto a un post.

Casaleggio era troppo intelligente per credere che i tumori si guarissero con il limone e il bicarbonato, ma altrettanto lo era per capire che alcuni messaggi salvifici della rete, anche grazie al clickbaiting, diventano virali, producono guadagni, ingigantiscono la community alla quale poi parlare di politica, Beppe Grillo, PD, Rodotà e Di Battista.

Certo, questo utilizzo dei social e della rete lascia impigliati pesci pregiati e “spazzatura”, proprio perché far credere a qualunque idiota di poter diventare “esperto” di scie chimiche, vaccini, tumori, salute o altro, robetta che certuni ci hanno perso vent’anni di studio e ancora non hanno smesso, è pericoloso, molto pericoloso; il fatto è, però, che questa robaccia non l’ha inventata Casaleggio, lui si è solo preoccupato di metterla a sistema, utilizzarla cinicamente, farne (anche) strumento di lotta politica, perché a meno di voler abolire il suffragio universale anche la parte oscura del popolo della rete vota e fa opinione.

E’ giusto? E’ sbagliato? Ci porterà verso una società migliore o dopo qualche testa finita nel cesto ci ritroveremo in un “sistema” tale e quale al precedente?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Gianroberto si porta nella tomba i suoi misteriosi affari, Gaia e il Nuovo Ordine mondiale, così come questa orwelliana visione del mondo, a metà fra new age ipertecnologica e Scientology, dove il Guru riesce a imporre metodi, ritualità, persino idee, facendo credere agli adepti che sia tutta farina del loro democratico sacco.

Come un messia riluttante ha vissuto e come un messia riluttante saluta: avvolto nel mistero.

Pace all’anima sua.

 

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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