Quando L’Unità si scagliava contro i profughi istriani: «Ci vogliono rubare il pane»

esuliChissà come saranno stati felici i parenti delle vittime delle Foibe quando, qualche mese fa, grazie a una legge approvata dai Ds più di dieci anni fa, il quotidiano storico della sinistra L’Unità venne salvato grazie a 107 milioni di euro di soldi pubblici. Loro, sicuramente molto di più rispetto al resto del paese, sono quelli ad essere stati offesi maggiormente da questo vile gesto. Nessuno può infatti dimenticare cosa scriveva L’Unità subito dopo la seconda guerra mondiale, quando migliaia di italiani dell’Istria e della Dalmazia furono costretti a lasciare le proprie terre.

Oggi i benpensanti di sinistra parlano di rispetto e accoglienza, di umanità e dovere verso il prossimo, di rifugiati e profughi, ma i loro nonni, i loro padri, i loro zii furono i primi a scagliarsi contro gli esuli istriani. «Tornate da dove siete venuti» non è certo uno slogan inventato dalla destra razzista, ma era il motto del Pci contro quelle migliaia di italiani costretti a fuggire a causa delle persecuzioni di Tito. E il Pci fu il partito di Napolitano, D’Alema, Bersani e Veltroni. Tutte persone che ancora oggi, in un modo o nell’altro, fanno ancora politica.

Allora questi personaggi non dissero nulla, trincerandosi dietro un silenzio vergognoso e complice. Perché le vite delle persone erano nulla di fronte al grande ideale comunista, che doveva essere difeso a qualsiasi costo.

Il 30 novembre 1946 L’Unità, parlando degli esuli istriani, scrisse: «Ancora si parla di ‘profughi’: altre le persone, altri i termini del dramma. Non riusciremo mai a considerare aventi diritto ad asilo coloro che si sono riversati nelle nostre grandi città. Non sotto la spinta del nemico incalzante, ma impauriti dall’alito di libertà che precedeva o coincideva con l’avanzata degli eserciti liberatori. I gerarchi, i briganti neri, i profittatori che hanno trovato rifugio nelle città e vi sperperano le ricchezze rapinate e forniscono reclute alla delinquenza comune, non meritano davvero la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci pane e spazio che sono già così scarsi». Nessuno per quelle parole ignobili ha mai chiesto scusa. Oggi la sinistra, quasi per una sorta di politicamente corretto, si limita a “ricordare” le Foibe in maniera ipocrita, nascondendo anni e anni di negazionismo.

@eugcipolla

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