Se al posto di Rudy Guede ci fosse stato Berlusconi…

SE AL POSTO DI Rudy Guede...Massima stima e simpatia per Franca Leosini, giornalista di gran classe e di sobri contenuti. Tuttavia è legittimo, da parte dell’utente televisivo, muovere osservazioni circa le proposte della televisione pubblica, soprattutto se concernenti fatti e situazioni di ordine generale come la Giustizia. Caso Meredith Kercher: Rudy Guede è stato condannato per omicidio volontario in concorso con ignoti che, purtroppo, tali sono rimasti. Del resto, è dalla Notte dei tempi che le investigazioni possono non garantire la cattura di tutti i colpevoli, ma solo di alcuni e talvolta, ahinoi, di nessuno di essi.

Ebbene, sui forum e sui profili della trasmissione “Storie Maledette” si sono scatenate le solite mandrie di buonisti ad inveire contro i due “assolti eccellenti” ricchi, bianchi e difesi da avvocati “di destra” (la Bongiorno), e a canonizzare il povero capro espiatorio africano sprovvisto di patrocinio adeguato, come se questi fossero argomenti di tenore processuale superiore a quello di una puntata della signora Fletcher.

Il problema è che, a differenza dell’ottima Angela Lansbury, nessuno di noi può improvvisarsi investigatore, ma solo limitarsi a pagare le tasse per mantenere al meglio un apparato pubblico investigativo valido.

Quindi,  l’immagine del bravo ragazzo con occhialetti e maglioncino intervistato dalla Leosini andrebbe valutato con pirandelliano buon senso, considerando che nessuno può stare dentro la sua testa, ma al massimo trovare su Youtube raffronti diversi delle sue apparizioni pubbliche.

Inoltre in più momenti della puntata di “Storie Maledette” ci è stata propinata la solfa del colore della pelle di Rudy come elemento discriminante rispetto alla bontà dell’azione investigativa e mediatica, quando invece, alla fine della fiera, i due ragazzi assolti, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, si sono fatti anni di carcere ingiustamente, mentre a lui, riconosciuto colpevole, è stata ridotta la pena da 30 a 16 anni.

Certo, tutto questo vale solo se vogliamo rispettare le sentenze dei giudici: ma dov’è finito il mantra raitreino sulla sacralità del rispetto della magistratura (di anti-berlusconiana memoria)? Non a caso c’è chi ha apprezzato persino “il dito birichino”, a dispetto del solito snobismo intellettualoide della testata.

Sia ben chiaro: la Leosini è stata impeccabile quanto a domande e conduzione; tuttavia, il taglio mediatico che è stato dato all’intera puntata concernente la triste vicenda Kercher, è stato vagamente assolutorio, pietista e poco rispettoso della verità giudiziaria; ad iniziare dall’aver prodotto unicamente testimonianze favorevoli al condannato e a finire con quella dicitura finale <<nero trovato, colpevole trovato>>, sovrimpressa dopo i titoli di coda ad un’immagine del ragazzo dietro le sbarre che non dovrebbe corrispondere a quella di un martire incarcerato ingiustamente da uno stato persecutore, ma, alla luce d’una sentenza della Suprema Corte di Cassazione, a quella di un assassino che legittimamente sta scontando la sua pena.

 

 

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Per maggiori info, leggi la nostra Cookie Policy e la nostra Privacy Policy.

Chiudi