Se l’immigrazione fosse accettabile non avrebbe bisogno di essere propagandata

12825426_227112120969094_1813477551_nOrmai non sanno più come propinarci le loro solfe sui profughi, sui bisognosi del mondo, sui migranti economici, bellici, climatici e chi più ne ha più ne metta.
Nemmeno Goebbels si arrovellava tanto per organizzare la sua propaganda; forse perché, fra un delirio e l’altro, perlomeno il ministro della Propaganda del III Reich parlava al popolo tedesco di vantaggi per il Popolo tedesco; mentre i politicanti nostrani hanno l’ingrato compito, antropologicamente destabilizzante, di dover parlare al popolo italiano di vantaggi e di diritti riguardanti tutti tranne i propri connazionali.
E chiamano gli immigrati a far lezione a scuola per sensibilizzare gli studenti, sottraendo a questi ultimi tempo prezioso per lo svolgimento di programmi scolastici già ridotti al lumicino.

E candidano gli immigrati come politici senza che abbiano alcun merito né alcuna preparazione, ma solo per sponsorizzare come “consueto” (e, talvolta, come preferibile) il colore della loro pelle.
http://www.ilgiornale.it/news/politica/fassino-candida-kebabbaro-dimostrer-cosa-pu-fare-immigrato-1232299.html
E, quando commessi da stranieri, gli immigrazionisti nascondono fatti di cronaca così gravi che se fossero commessi da italiani meriterebbero le aperture dei principali Tg (come quello riportato nel modesto ritaglio di giornale che pubblichiamo in foto), o rinunciano ipocritamente a denunciare violenze contro le donne o a sfondo omofobico che normalmente sarebbero i pretestuosi cavalli di battaglia per le loro campagne progressiste.

Tutto questo avviene mentre appare sempre più evidente ad ogni persona di buon senso che l’Europa è troppo piccola per contenere un “Terzo mondo” che non è nemmeno più “terzo”, ma che se la sta spassando alle nostre spalle anche grazie a tutta questa retorica immigrazionista per la quale ormai ci ridono dietro gli stessi immigrati..letteralmente.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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