Totò Cuffaro: “I miei voti sono nel Pd e i miei uomini portano tessere”

Cuffaro31Il Partito Democratico può contare su un supporter d’eccezione: Totò Cuffaro. In una intervista rilasciata ad Alessandro De Angelis sull’Huffington Post l’ex governatore della Sicilia, recentemente uscito dal carcere dopo una condanna per associazione mafiosa, ha affermato che le sue vecchie clientele e i suoi uomini si sono spostati nel Pd renziano, portando in dote voti e tessere.

di Alessandro De Angelis

Totò bacia ancora: “Le chiedo scusa ma l’intervista la dobbiamo fare tra un’oretta, devo andare a un funerale”. Passa un’ora e mezza e Totò Cuffaro richiama: “Deve avere pazienza ma i morti hanno i loro tempi. Ho visto tardi che mi ha mandato un sms ma mi era sfuggito. Ne ricevo quattrocento al giorno. Comunque, eccomi”. È tornato libero dopo cinque anni di carcere e un’accusa di favoreggiamento a Cosa nostra. Totò Cuffaro, il più potente della politica siciliana degli ultimi lustri, è tornato a casa. Vede gente, stringe mani, vasa vasa. Nella sua vita tutto è cambiato, ma non la passione. In Sicilia, tutto come prima, spiega in un’intervista all’HuffPost. Nel senso che il suo sistema clientelare si è spostato nel Pd: “La politica – afferma – ha solo cambiato nascondiglio”.

Cuffaro, il suo nome aleggia attorno al tesseramento del Pd?
L’ho letto il suo articolo. È vero, con Renzi si stanno spostando i miei voti e la mia classe dirigente. E dunque quelli che stavano con me e ora nel Pd fanno le tessere. Ma non capisco il clamore, lo scandalo. A me pare naturale. Prendevo un milione ottocento mila voti, lì dentro c’era la Sicilia.

Lei dice che ha smesso di fare politica, ma il suo nome rimbalza nel tesseramento del Pd.
No, aspetti, io non ho annunciato che ho smesso. Io ho smesso. Ho i biglietti per il Burundi dove andrò a fare volontariato con mia moglie. La data di partenza è il 30 maggio.

Però la passione politica arde ancora.
La politica è stata la grande passione della mia vita. Per 35 anni, anche di più. Dai tempi in cui rappresentavo gli studenti all’università di medicina, poi la gavetta nei gruppi giovanili e da lì tutte le tappe. Il segretario dei giovani allora era Lusetti, c’era un giovane Franceschini e Lapo Pistelli, che di lì a qualche anno avrebbe avuto Renzi come collaboratore.

Con Renzi avevate rapporti allora?
No, era più giovane di me, non ci siamo incrociati.

Nostalgia dei bei tempi?
Guardi, sono sereno. Quando sono tornato a casa in molti mi hanno chiamato sperando che potessi condividere con loro un nuovo inizio.

Risposta?
La politica è stata la grande passione della mia vita e, se si potesse tornare indietro, la rifarei, anche sapendo che mi porterebbe in carcere. Ma ora sento la responsabilità della sentenza che, come sa, ho sempre rispettato pur senza condividerla. E rispettare le sentenze non è un dovere solo, ma un diritto, lo faccio con la volontà. Per questo ho detto a tutti gli amici che mi hanno cercato: non rinnego, non abiuro, ma è finita.

E i “cuffariani”?
Si sono spostati con Renzi. Avevo un milione e ottocentomila voti, il 60 per cento. Lì dentro c’era la Sicilia. Ora quella stessa Sicilia si sta spostando.

Perché?
Perché Renzi non è il Pd dei miei tempi, è un Pd diverso, moderato, che guarda all’idea di un partito della Nazione. Questo è il primo motivo. Il secondo, connesso, è che a destra non c’è un grande partito moderato ma Alfano che per di più è alleato con Renzi. È chiaro che si sposti sul Pd.

Insomma, Renzi non è di sinistra.
Beh, sarebbe esagerato dire che Matteo Renzi è di sinistra. C’è un bel po’ di democristianitudine lì dentro. Il Pd è un partito direi post-democristiano.

E ci vanno i cuffariani.
A me fa piacere. Vanno nel partito che più assomiglia a un partito post democristiano, è ovvio. È al governo, è il partito più forte, essere post-democristiani significa stare con con chi governa.

Lei lo voterebbe il Pd?
Io, come sa, non posso votare. Se potessi voterei il raggruppamento centrista che sta mettendo su Alfano, anche se lo dovrebbe fare con più forza e autonomia a partire dai temi etici.

Però l’alleanza la farebbe con Renzi?
Io proverei a vincere, ma se non vinci e ti devi alleare, mi pare naturale allearsi con Renzi. Con chi ti vuoi alleare, con Grillo o Salvini?

Torniamo ai suoi.
Il grosso è nel Pd. Una lista che non finisce più, dai più noti al sottobosco. Li ho tirati su io, come la mia amica Valeria Sudano o Zambuto, che con me era segretario dell’Udc ad Agrigento, poi è passato nel Pd. Ma ce ne sono tanti altri. E a me fa piacere, voglio bene a tutti.

Se capisco, lei non vede una grande rottamazione in Sicilia.
Più che rottamare direi che hanno riciclato. Anzi, il termine riciclo è poco elegante. Hanno restaurato i miei tempi. La politica è sempre la stessa, non è cambiata. È solo diventata più disumana, per il resto non ha cambiato sistema ma nascondiglio.

Il nuovo nascondiglio sarebbe il Pd renziano. Che effetto le fece vedere i suoi alla Leopolda sicula del sottosegretario Faraone?
Beh, da qualche parte dovevano andare. La politica fa le stesse cosa di prima, trovando modi e tempi diversi, appunto cambiando nascondiglio. Ho letto il suo articolo, lei si scandalizza per il tesseramento che fanno quelli che stavano con me. È la solita rincorsa ad accaparrarsi il sistema di rappresentanza.

Si chiama sistema clientelare, direi.
Esatto, un sistema non meno clientelare del mio.

Cuffaro, si sente tradito dai suoi?
No, assolutamente. Vorrei trasferirle la serenità che ho dentro. Non soffro né di gelosia né di tradimento. Ognuno sceglie la strada più utile ed è giusto così. Avendo scelto di rimanere fuori dalla politica, a molti ho detto: hai fatto bene, non voglio condizionare nessuno nelle scelte.

Quale è l’insegnamento che ha trasferito ai suoi delfini, ora nel Pd?
Stare in mezzo alla gente, non solo nei mass media e nelle televisioni, ovvero in quel sistema che mi ha crocifisso. Per me la politica è innanzitutto, contatto umano. La sera tornavo stanchissimo a casa, ma ogni contatto umano mi aveva arricchito. Sa cosa significa sentire una persona, condividere, stringere la mano? Sono esperienze che arricchiscono.

L’hanno chiamata i suoi allievi?
Praticamente tutti. E a tutti ho detto, vi voglio bene. Posso suggerirle un titolo per questa intervista?

Prego.
Voglio a tutti bene.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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