Alleanza con Fs per Alitalia? Finalmente s’intravvede una politica nazionale dei trasporti

Far cessare la guerra fratricida tra Alitalia e Ferrovie dello Stato e rendere il vettore aereo la
“compagnia degli italiani”, quotata in borsa. Questo il piano del governo Conte, che ha preso forma nelle scorse settimane. Niente più ricerca del mercato, niente trattative la cui agenda viene dettata dai potenziali compratori di un asset strategico per i trasporti di una nazione che morfologicamente non può permettersi di consegnare il traffico aereo a stranieri. Tra le ipotesi legate al futuro di Alitalia prende corpo il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti e proprio Ferrovie, oltre quindi a Poste. Ma anche di un fondo internazionale e di un vettore low cost che possa mettere in pratica una sinergia fruttuosa, in grado di rilanciare la compagnia contestualmente al percorso verso l’approdo a Piazza Affari.

Particolarmente significativa resta comunque la questione della partecipazione di Ferrovie, che consentirebbe di uscire dalla folle logica, in piedi da più di un decennio, di una concorrenza tra alta velocità ferroviaria e trasporto aereo lungo le tratte più affollate, che ha ridotto da un lato gli spazi di mercato di Alitalia e dall’altro sottratto importanti investimenti sulle linee su rotaia che ne avrebbero bisogno, come dimostra lo stato pessimo del servizio per i pendolari su breve distanza e percorrenza sulla media.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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