Argentina. Macri vara il piano di austerità per ottenere il prestito del FMI

L’Argentina si appresta a varare un piano di austerity, per ripagare i propri debiti esteri e arginare il pericolo di default. Il governo del presidente argentino Mauricio Macri ha infatti annunciato una serie di interventi fiscali sulle esportazioni. Questa è la condizione per ottenere la nuova tranche di aiuti dal FMI. Il presidente liberista ha in mente di ridurre il deficit di bilancio (fino a raggiungere il pareggio nel 2019), per recuperare e stabilizzare il clima di fiducia dei mercati, entrati nel panico la settimana scorsa a causa di una pesante pressione sul peso.

Le ragioni di questa crisi sono complesse e si presentano ciclicamente. Vero è che l’Argentina è uno dei paesi che più dipende dai finanziamenti esteri, ed è un paese che importa quasi tutto (mentre è ricco di materie prime). Queste sono due delle principali ragioni del perché periodicamente si trovi sull’orlo di una crisi sovrana: accumula troppo debito con l’estero che poi viene scaricato sul peso tramite attacchi speculativi che determinano un aumento esponenziale dell’inflazione per via della conseguente svalutazione della moneta nazionale rispetto al dollaro. E certamente non hanno aiutato in questa difficile situazione né il processo di deregolamentazione del sistema finanziario, voluto proprio da Macri, il quale, anzi, ha attratto ancora più la speculazione internazionale, né le liberalizzazioni e le privatizzazioni (che hanno aumentato i livelli di disoccupazione e di povertà, ingenerando sfiducia nei consumatori), e certamente non i tentativi della Banca Centrale Argentina di fermare il deprezzamento del peso, immettendo nel mercato prima una tranche di 5 miliardi di dollari, e poi di 250 milioni di dollari, facendo salire il tasso di interesse fino al 60% (il più alto al mondo), ciò per tentare di incrementare il risparmio in moneta locale; tentativo che non sembra sortire aver sortito alcun effetto, con il peso svalutato sul dollaro poco sotto il 40%.

Ancora una volta saranno gli argentini a pagare scelte politiche ed economiche neoliberiste che si stanno dimostrando del tutto errate. E infatti, Macri, nel suo discorso alla nazione (fatto poco prima dell’apertura delle borse), ha messo le mani avanti e ha ammesso che il piano di austerità incrementerà (ancora di più) la povertà e la disoccupazione. Il leit motiv è quello udito in Grecia: l’Argentina deve “maturare come società e smettere di vivere al di sopra delle proprie possibilità“. Il presidente lo afferma, mentre illustra il suo piano economico, che prevede, in primis, una tassa sulle esportazioni, per recuperare risorse pari ad almeno 1,1% di PIL, necessarie per “risanare” il deficit e raggiungere l’agognato pareggio di bilancio, e poi sostanziosi tagli ai ministeri e in generale alle spese statali (ma sul punto in Argentina si prepara una vera e propria guerra politica), ciò per favorire il prestito richiesto al FMI (pari a 50 miliardi di dollari), con il quale egli intende mettere in sicurezza l’economia. Almeno fino alla prossima crisi e sempre che resterà qualcosa dell’Argentina dopo che il piano di austerità verrà messo in atto (v. alla voce Grecia).

Foto: Cremlino (Russia)

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Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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