Becchi: “Minibot, ora o mai più. E attenti all’onda verde”

L’onda verde che si affaccia in Europa, il sovranismo da difendere con gli atti, un’Italia che se vuole tornare grande deve pensare in grande. Tutti temi che Qelsi ha affrontato in una intervista con il filosofo Paolo Becchi, che se ha accompagnato nella crescita dei primi anni il Movimento 5 stelle, ora si è reso lucida mente al servizio di una nuova declinazione del sovranismo.
Il nuovo libro del professore genovese “Italia Sovrana”, per i tipi di Sperling & Kupfer, esce proprio alla vigilia dell’approdo alle Camere della manovra bocciata dalla Ue.
Può essere una stella polare per la difficile navigazione del governo del cambiamento?
“Me lo auguro. Perché è il sovranismo ciò che può dare più margini di manovra a difesa della gente contro lo strapotere dell’Ue, il ricatto dei mercati e la globalizzazione che cancella l’identità dei nostri popoli. È un libro scritto per la situazione italiana, ma guardando alla prospettiva delle elezioni europee, che deve cambiare il quadro nel quale ancora attualmente ci muoviamo. Quindi mi aspetto che porti dibattito ovunque, soprattutto in rete, o che se ne possa parlare anche in incontri pubblici. Perché per il resto già so che su stampa e televisioni non avrà spazio”.
Perché, allora, questo libro?
“C’è una grande novità dopo il 4 marzo, con l’Italia che può diventare un laboratorio politico di un sovranismo dagli aspetti molteplici: una visione più identitaria e una visione più sociale che dialogano al suo interno”.
La dialettica tuttavia talvolta sfocia in scontro, o così ci raccontano…
“Salvini ha una sua visione, anche se parziale. Il Movimento 5 stelle invece dopo Casaleggio non ce l’ha. Ma prendo l’esempio della Lega: come partito non ha rinnegato le sue tradizioni, le ha incluse nell’idea di sovranismo che, con Miglio e oltre Miglio, può dare una forza non disgregante ma riformatrice dello Stato”.
Guardando all’estero, alle elezioni tedesche, c’è questa novità dei Verdi che sembrano porre l’ecologismo come alternativa al sovranismo.
“In regioni fondamentali e ricche come la Baviera e l’Assia, l’elettorato della socialdemocrazia più matura d’Europa si è riversato nei Verdi. In vista delle prossime elezioni europee è evidente che ci sarà una sfida sull’ecologia. Molti ritengono che l’onda sovranista sarà decisiva nel rendere i suoi partiti ago della bilancia in Europarlamento, ma bisogna stare attenti. E tenere d’occhio quest’onda verde. Anche in Italia”.
Si riferisce al M5s?
“Nel nostro Paese negli ultimi anni è stato proprio il Movimento a raccogliere le istanze ecologiste, basta andare a rileggersi i post del blog di Grillo e Casaleggio. D’improvviso però le posizioni negli ultimi tempi sembrano divenute molto distanti, come per la Tap in Puglia. Fenomeni che possono creare problemi non soltanto ai 5 stelle, ma anche al sovranismo”.
Mentre le opposizioni sembrano quasi un problema, invece, per la loro irrilevanza…
“A pensarci bene è paradossale, ma l’opposizione (e molto dura) a questo governo la fanno gli stranieri. E quella interna si limita semplicemente a ripeterne gli argomenti, vivendo di riflesso. Col suo “più mercato meno Stato” va in direzione opposta a quella che ha preso tutto il mondo”.
Non c’è quindi da averne paura?
“Non so, c’è questo aspetto degli strumenti di difesa di cui il governo si deve armare, che vengono tenuti segreti: si dice, per non mostrarli al nemico. Ma mi pare una pratica in contraddizione con la democrazia. Ancora: è vero che i dati sul Pil usciti oggi siano evidentemente il frutto di politiche economiche stabilite da chi li ha preceduti, però ci raccontano una realtà. E cioè che l’Italia non è mai uscita dalla recessione, quando la bufera è tutt’altro che passata ed anzi un’altra ne sta per arrivare. Io vorrei sapere: abbiamo gli strumenti per reagire?”.
A quali si riferisce?
“L’Italexit nel contratto di governo non c’è, anche se il governo qualora volesse potrebbe farlo con la sua maggioranza. Ma ad esempio, pensare a una moneta complementare? O i minibot, che nel programma invece sono scritti? Al ministro Tria non chiedo se si possono fare, ma quando si faranno! Cosa aspettiamo? A gennaio, senza il quantitative easing di Draghi, bisogna essere pronti a metterli subito in campo. Ci si è preparati per tempo?”.
Altro argomento sul quale si è soffermato, col precedente libro, è quello del pareggio di bilancio: si aspetta qualcosa da questo governo in materia di Costituzione?
“Con Giuseppe Palma, in “Dalla seconda alla terza Repubblica”, dedicammo un intero capitolo su quelli conclusivi a questo aspetto. E lo indicammo, dopo i minibot, come priorità: si potrebbe fare e darebbe un forte segnale simbolico. Togliere il pareggio di bilancio in Costituzione, eventualmente lasciando la possibilità agli italiani di esprimersi attraverso un referendum… Voglio vedere quale cittadino si recherebbe alle urne per difendere la scelta operata nel 2012 dal governo Monti e da quasi tutti i partiti che erano allora in Parlamento (con esclusione di Lega e Italia dei Valori). Chiaramente, però, ora tutta l’attenzione è rivolta alla guerra con l’Ue e i mercati, e subito dopo sarà concentrata sulle elezioni di maggio”.
Si aspetta per allora la fine dell’Europa?
“Non necessariamente – conclude Becchi – Sovranismo significa avere le chiavi di casa, ma non vietarsi di guardare alla finestra. Nel rispetto delle istanze di autonomia cui facevo riferimento, l’Italia Sovrana può essere decisiva nello stimolare altri gradi di collaborazione in Europa: cioè in una confederazione di Stati europei sovrani”.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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