Buzzi: eravamo i pretoriani del Campidoglio. Poi con Alemanno…

Uno spaccato di verità processuale che restituisce una prospettiva di quelli che sono stati gli anni del cosiddetto “mondo di mezzo” a Roma. Con il ras delle cooperative, Salvatore Buzzi, che li racconta, confermando ingenti finanziamenti all’area politica del Pd e lamentando di come, sotto gli anni di Alemanno, i suoi “affari”subirono un pesante ridimensionamento.

Certo, non c’è più il, sensazionalismo di quando esplose l’inchiesta “mafia capitale”, d’altronde non c’è più neanche quell’accusa di mafia ad essere rimasta in piedi. C’è però sedimentato in giro, sui social particolarmente, l’astio nei confronti di personalità. Ad esempio Gianni Alemanno: ed è proprio dal processo ancora in corso contro l’ex sindaco di Roma che arrivano le testimonianze dell’uomo a capo di quel sistema cooperativo, che sotto la sinistra (che smentisce con forza, in particolare con Rutelli) ebbe vita florida e poi si ritrovò più in difficoltà quando l’amministrazione capitolina cambiò di segno politico.

“Nel 1993 con la vittoria di Rutelli alle lezioni di Roma la situazione per noi divenne favorevolissima, i nostri amici diventarono assessori, per l’evento del Giubileo noi ci siamo occupati della pulizia del verde. Quando è arrivato Veltroni siamo cresciuti ancora di più, fino al 2008 – prosegue Buzzi – Con l’arrivo di Alemanno in Campidoglio invece il nostro fatturato è sceso di 5 milioni, passando da 8 a 3 milioni e per questo scendemmo in piazza con le cooperative contro la nuova amministrazione capitolina. Prima di Alemanno noi eravamo i pretoriani dell’amministrazione, poi con lui sindaco la situazione cambiò”, ha raccontato Buzzi in aula, collegato in videoconferenza dal carcere friulano di Tolmezzo. Che parla di finanziamenti per 380mila euro al Pd, e chiarisce meglio sul periodo di quello che fu il primo sindaco dì centrodestra a Roma: “Nell’intercettazione in cui mi si sente dire che con Alemanno sindaco ‘eravamo a cavallo’ mi riferivo al contorno, non a lui direttamente, perché avevamo dalla nostra parte Franco Panzironi, ex direttore generale di Ama, che era corrotto, il quale mi obbligò a fare finanziamenti alla fondazione di Alemanno, sempre tramite altre cooperative, mai direttamente con la 29 giugno – ha aggiunto Buzzi – Le tangenti le davo a Panzironi ma Alemanno non era da considerarsi ‘comprato’, lui lo avrò incontrato 1 o 2 volte”.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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