Cedu Berlusconi: domani il giorno della verità

E’ attesa per domani alle ore 11,00, a cinque anni dalla sua decadenza da Senatore della Repubblica l’attesa sentenza della Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo circa la validità del provvedimento addotto all’ex Premier e i suoi effetti sulla retroattività di simili provvedimenti che interessano decine di amministratori locali. Una legge sperequativa quella promulgata dal Governo Monti a fine 2012: innanzitutto sono sostanziali le diversità di trattamenti tra i parlamentari e le altre cariche elettive, con i primi che in caso di condanna possono aspettare la sentenza definitiva prima di essere messi in discussione dal voto dei propri colleghi, per pene superiore a 2 anni per reati contro la Pubblica Amministrazione; gli amministratori locali invece possono essere sospesi per condanne non definitive in qualsiasi grado di giudizio se i reati acclarati superano i sei mesi, in automatico dal Prefetto.

Clamoroso fu l’esempio dell’ex Sindaco di Agrigento Marco Zambuto condannato in primo grado che si dimise per evitare l’onta della Legge Severino, salvo essere assolto in secondo grado. Non solo, vi è un altro problema non di poco conto, legato ai provvedimenti della legge Severino ed è il principio della retroattività. Da costituzione infatti, nessuna sanzione penale potrebbe essere retroattiva, quindi in linea teorica gli effetti di questa legge, dovrebbero valere per i reati commessi a partire dal 1 Gennaio 2013, quando la Legge venne pubblicata in Gazzetta Ufficiale, tuttavia per eliminare l’avversario politico Silvio Berlusconi, si è sempre evidenziato come questi effetti abbiano natura amministrativa e quindi applicabili in maniera retroattiva.

Un vero pasticcio all’italiana insomma, anche perché la stragrande maggioranza degli allora deputati del Popolo delle Libertà votarono compattamente questo provvedimento con la convinzione della non retroattività del provvedimento, davvero l’avrebbero votata sapendo di danneggiare il proprio leader? Domani avremo dalla Grand Chambre della Cedu, una sentenza che auspichiamo netta e riporti ordine nelle pastoie legislative italiane, fatte di leggi e codicilli pronti a danneggiare i propri avversari. Sarà la vittoria di Pirro per un Silvio Berlusconi ormai riabilitato dai tribunali italiani oppure l’ennesima sconfitta morale?

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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