Concessioni: tra Giorgetti e Salvini le (auto)strade si dividono davvero?

La Lega ha due voci sulla linea da tenere rispetto alle autostrade italiane e al rapporto con la quasi omonima concessionaria? Il caso è esploso nelle ultime ore, sull’asse Milano-Rimini. Nella località romagnola è in corso l’annuale appuntamento del meeting di Comunione e Liberazione e qui il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Giancarlo Giorgetti, ha frenato sulla linea dura che, caldeggiata dai ministri Di Maio e Toninelli, pare essere preponderante nel governo Conte. “Non vedo i termini” per la nazionalizzazione, ha detto l’eminenza grigia dell’esecutivo ma “è doveroso che la convenzione venga rivista”. A suo parere insomma non ci sono i termini per revocare la concessione delle infrastrutture autostradali affidate ad Autostrade per l’Italia attraverso una legge. “Ho detto che i margini di redditività che vedo nei confronti delle convenzioni mi sembrano leggermente spropositati .- ha poi concluso Giorgetti – Non sono persuaso a una gestione diretta dello Stato”.

E Matteo Salvini? Il vicepremier (e leader del partito) nelle stesse ore si trovava a Milano, in visita ai senzatetto e ai degenti curati dall’Opera Cardinal Ferrari Onlus. E ha picchiato duro: “Mi sconcerta l’indifferenza e l’atteggiamento di questa grande società che ci ha impiegato giorni per chiedere scusa, questo è veramente incredibile”.

“Perdono soldi in Borsa perché cadono i viadotti non perché Salvini è brutto e cattivo”, ha aggiunto. “Ci vorranno alcune settimane per la revoca. Autostrade non ha il diritto ma il dovere di risarcire e ricostruire senza che questo sia un mercato nel nome delle concessioni . Chi sbaglia paga”, ha ricordato ancora il ministro. “Mi sembra che le colpe di Autostrade siano assolutamente evidenti al di là delle evidenze processuali dei prossimi anni”, ha proseguito.

Il dibattito, insomma, pare aperto ad ogni possibilità. E non solo sui social.

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Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
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