Conte smaschera la narrativa sui migranti: “Solo il 7% sono rifugiati”

Ci ha pensato Giuseppe Conte a smascherare una delle fake news che più ostinatamente vengono propinate all’opinione pubblica europea e in particolare italiana. E cioè che le navi delle Ong siano piene di “rifugiati”. Mentre invece trasportano prevalentemente immigrati economici, di quelli insomma (al netto di ogni discorso sulla sicurezza) che prima o poi toccherà rimpatriare. E che Macron, fino alla scorsa settimana, voleva restituire “al paese di primo approdo”, cioè all’Italia.

Il premier Giuseppe Conte, parlando alla Camera in vista del Consiglio Ue del 28 e 29 giugno, ha illustrato così la proposta dell’Italia presentata domenica e sottolineato, una volta per tutte, che solo il 7% dei migranti in arrivo sono rifugiati.
“Il regolamento di Dublino va superato perché non ci sono più dubbi che sia inadeguato a gestire flussi migratori” afferma  Conte anticipando che il Governo, “in Europa parla con una voce sola ferma e risoluta”, spazzando così via il campo dai maldestri tentativi della stampa “main-stream” di trasmettere un’immagine di divisione tra il ministero dell’Interno a guida Salvini e gli altri dicasteri.

Anzi, proprio dall’Italia spira un vento nuovo capace di mettere in discussione le vecchie certezze. Il vertice Ue, così, sarà “il primo di questo governo arriva in un momento in cui è sempre più evidente l’urgenza di rispondere agli aspetti reali della vita del cittadino con proposte concrete, senza tentennamenti e ambiguità, paure. Mi riferisco a questa determinazione quando parlo di quel cambiamento nel metodo e nella sostanza che ho annunciato di fronte a queste camere e che mi sono impegnato a proporre in tutti i contesti internazionali ed europei”, ha continuano Giuseppe Conte a Montecitorio.

Spaziando anche su un altro tema caldo: le relazioni con Mosca. Durante il dibattito a Bruxelles sugli accordi di Minsk, “riaffermeremo il principio che non debba esserci nulla di automatico nel rinnovo delle sanzioni alla Russia”.  Conte ha spiegato che sul tema “ci vuole cautela” perché le “sanzioni sono un mezzo e non un fine. Continueremo quindi – ha concluso – a prestare grande attenzione e sostegno alla società civile russa e alle nostre imprese piccole e medie”.

Il cambiamento non è solo una parola.

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Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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