FRONTEX unica fonte certa

E’ giunto il momento di tirare le somme ed iniziare a prendere atto della realtà dei fatti, senza demagogia politica.
La fonte certa per conoscere fatti e circostanza è certamente Fabrice Leggeri, il Responsabile di Frontex, l’Agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne dell’Unione europea, che ha sede a Varsavia.
Intervistato recentemente da un quotidiano tedesco ha supposto che con la diversa politica immigratoria istaurata dal nuovo Governo, che pone un divieto ferreo alla navi delle ONG di attraccare nei porti italiani, vi è stato un repentino mutamento dei flussi migratori.
Infatti, i trafficanti degli esseri umani, per lo più Nigeriani, offrono i migliori pacchetti viaggio (no Alpitur…), per l’Europa, spostando le partenze, non più dalla Libia, ma dal Marocco e l’approdo non più verso l’Italia, ma verso la Spagna, registrando nell’ultimo mese, un giro di circa sei mila migranti irregolari provenienti dall’Africa.
E’ lo stesso Fabrizio Leggeri ad avanzare l’idea di creare centri internazionali di raccolta sul continente africano, punto base della raccolta dei migranti, e sede dove svolgere gli accertamenti previsti per il riconoscimento eventuale dello Status di rifugiato politico, ovvero il rigetto della domanda.
D’altronde il risveglio della dormiente Europa, ha portato i politici a sviluppare una linea di protezione delle frontiere esterne, nonostante la posizione intransigente ad ospitare dei Paesi del nord Africa.

E’ evidente, che una Italia politicamente più forte riesce a bloccare i flussi, mentre qualsiasi Stato Comunitario politicamente più debole, perisce di fronte il crescere esponenziale dell’ immigrazione clandestina, che può solo produrre dissesti: sociali, di ordine pubblico, sanitari, di civiltà del vivere quotidiano.
Il responsabile di Frontex, Fabrice Leggeri, conosce per esperienza diretta il fenomeno immigratorio clandestino e la necessità reale di organizzare varie missioni Ue per contrastarlo.

Tanto è che, nei rapporti Risk Analysis 2017, contesta l’attività delle ONG, che intervenivano prontamente con le proprie navi, a poche miglia dalla costa, cioè nelle acque territoriali della Libia, per caricare gli immigrati, spediti su gommoni senza carburanti dagli scafisti.
Anzi nel marzo 2017 Fabrice Leggeri, ha denunciato che “Le ONG non collaborano con noi”.
Nel contempo alcune Procure della Repubblica Italiana hanno aperto istruttorie per accertare l’eventuale accordo fraudolento tra le ONG e gli scafisti. Le missioni pro immigrazione sono costate allo Stato nel tempo:
-Governo Enrico Letta, con Ministro degli Interni Angelino Alfano, inizia “Mare Nostrum”, (ovvero il forellino nella diga), costo 9 milioni di euro al mese; il governo italiano aveva chiesto fondi supplementari da altri Stati membri dell’UE, ma non fu offerto il supporto richiesto.
-Governo Matteo Renzi, con Ministro degli Interni Angelino Alfano, inizia missione “Triton” (Frontex plus), costo 2,9 milioni al mese.
L’Italia doveva obbligatoriamente accogliere tutte le navi che portavano “naufraghi”, un gravissimo errore di irresponsabilità politica, che ha agevolato gli scafisti, permettendo alle ONG di pattugliare direttamente avanti le coste libiche.
Operazione che ha comportato seri danni a tutta la collettività sia in ordine ai costi di gestione che alla sicurezza sociale.
-Governo Gentiloni ed il Ministro dell’interno Marco Minniti, iniziano nell’ultimo mese di Governo (meglio tardi che mai, forse perché si sono resi conto del disastro di Triton), l’ operazione “Themis” (1 febbraio 2018), facendo cadere l’obbligo di sbarco in Italia di qualunque imbarcazione di soccorso di naufraghi.
Infatti, caduto l’obbligo di sbarco, i centri di coordinamento di soccorso marittimo sono preposti alla decisione del porto di sbarco, con conseguente riduzione degli sbarchi in Italia.

Unica eccezione sono le navi militari che non sono sottoposte alla restrizione di Themis, come il caso della nave irlandese che ha sbarcato 106 “profughi”.
L’operazione Themis è un’iniziativa di sicurezza delle frontiere dell’Unione europea condotta da Frontex, l’ agenzia europea di vigilanza dei confini, con l’obiettivo di combattere le migrazioni senza controllo e i crimini transfrontalieri, nella speranza di armonizzare la gestione sui flussi migratori via mare.
In ultima analisi, la linea del Governo in carica, forse compresa anche se a fine mandato dal governo Gentiloni-Minniti, è quella di rivedere i termini dell’immigrazione senza regole, in palese violazione dei regolamenti e delle Leggi dello Stato sull’ingressi, ed in particolare quelle di identificare i trafficanti di essere umani come schiavisti.
Sono diversi giornalisti libici che affermano, «La cruda verità è che la politica del nuovo governo italiano ha cambiato la situazione sul campo. La quasi sparizione delle navi delle Organizzazioni non governative, oltre alla nuova strategia dei respingimenti e dei porti chiusi voluta da Roma ha di fatto ridotto i flussi al lumicino».
La fine della tratta di esseri umani segna il passo della fine della propaganda proferita dai demagoghi dell’accoglienza.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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