Ha ucciso un pensionato: arrestato sabato, subito liberato. E in Italia non doveva neanche starci

In Italia non ci doveva proprio stare. Era già stato protagonista di intemperanze, mostrando violenza e odio che mal si conciliavano con quella richiesta dello status di rifugiato, in fuga da una guerra che in Ghana non risulta esserci. Era stato pure arrestato qualche giorno prima, ma immediatamente scarcerato. E quando gli è capitata a tiro una vittima indifesa, l’ha massacrata di pugni fino ad ucciderla, nel suo letto d’ospedale.

La storia l’abbiamo raccontata, ma alla rabbia per un omicidio efferato si aggiunge anche l’incredibile beffa: questo 31enne era già stato colpito da espulsione anni fa ed era stato pure arrestato sabato scorso, prima di essere nuovamente ricoverato in psichiatria, dove ha dato sfogo ai suoi istinti assassini.

Ma lasciamo la tastiera a Mary Liguori, inviata de Il Mattino, che ha ricostruito le gesta di questa risorsa boldrin-boeriana così impaziente di pagarci le pensioni: “Sabato sera ha sfasciato un bar e pretendeva cento euro dal proprietario. Per non pagare una birra. I carabinieri lo hanno arrestato, ma il gip lo ha mandato libero quella sera stessa e ha deciso nei suoi confronti il solo obbligo di firma. Ma Charles Opoku Kwasi, nato nel Ghana 31 anni fa, non ha una fissa dimora e vive senza permesso in Italia da almeno quattro anni. Sul finire del 2013 gli è stata respinta la richiesta dello status di rifugiato presentata per motivi umanitari. Avrebbe dovuto essere rimpatriato, ma l’espulsione è rimasta sulla carta. Lettera morta. Da quel momento, gli spostamenti di Charles sono tracciabili attraverso una serie di arresti. Fermato ad Andria, in Puglia, per furto. Era il 2015. Bloccato sul Litorale Domitio per rissa, l’anno dopo. Arrestato, ancora, a Pescopagano frazione di Castel Volturno, sabato scorso. E rimesso in libertà. Due sere fa ha perso di nuovo il controllo. Se ne andava in giro per la Domitiana a danneggiare auto in sosta. Lo hanno beccato gli agenti di polizia del reparto prevenzione crimini di Napoli che da mesi lavorano in supporto delle forze dell’ordine del posto per gestire quella polveriera ingestibile che è Castel Volturno. I poliziotti hanno dovuto chiamare un’ambulanza. Charles era fuori di sé. Urlava, si dimenava, era visibilmente sotto l’effetto di droghe. Forse scarti di crack che molti disperati vanno a fumare negli anfratti delle centinaia di case abbandonate e le rovine di hotel che ricordano di un boom turistico che, di questo passo, alla foce del Volturno non tornerà mai più. Charles era strafatto quando in ambulanza è arrivato in ospedale, a Sessa Aurunca. E dal Pronto soccorso l’hanno trasferito nel reparto di psichiatria”.

Il resto è tristemente noto. Con un saldo comunque favorevole per l’Inps: la pensione di quel povero ex infermiere di 77 anni massacrato nel suo letto non dovrà più essere pagata.

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Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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