Il 4 novembre torni festa nazionale contro l’impero eurocratico!

Il 4 novembre, che celebra la vittoria dell’Italia sull’impero austroungarico nella prima guerra mondiale (1918), è una festa nobile, e cioè una festa che viene celebrata, ma non prevede un giorno festivo: il 4 novembre appunto. Viene semplicemente ricordata istituzionalmente nella prima domenica di novembre, nonostante sia una delle più vecchie e longeve celebrazioni patriottiche, essendo stata istituita nel 1919. Dopo la sua cancellazione negli anni ’70, si è persa gradualmente l’importanza dell’evocazione storica. Ecco perché da più parti, soprattutto da destra, si vorrebbe che il 4 novembre tornasse festa nazionale.

E i sovranisti non possono che essere favorevoli all’idea. Il patriottismo è il fuoco che rafforza i valori di patria, e dunque l’identità italiana, alimentando quell’esigenza di sovranità perduta, causata da un affievolimento del sentimento patriottico, operato soprattutto a livello educativo, per favorire la nascita e l’affermazione nelle giovani generazioni di un sentimento uguale e contrario, di natura globalista-europeista, apolide e antinazionale. Il risultato è quello che vediamo oggi: giovani privi di sentimenti patri, che spesso disprezzano i valori patri, esaltando le catene più sottili e perniciose dell’apolidia mondialista ed eurocratica.

Il 4 novembre non solo dovrebbe tornare a essere festa nazionale, ma l’episodio storico, nel contesto drammatico della Grande Guerra, dovrebbe essere fatto conoscere ai giovani per rafforzare in loro il sentimento patrio, l’idea di essere parte di una nazione, di una costruzione di valori, di cultura e di tradizioni, all’interno della cornice costituzionale, il cui costrutto normativo – ricordo – non auspica affatto cessioni di sovranità e annacquamento dell’identità nazionale italiana, intendendo semmai valorizzare proprio la sovranità del popolo italiano, quella per la quale, i giovani italiani del 1918 per difenderla, sono caduti sotto le baionette dell’invasore.

Il 4 novembre torni festa nazionale; festa del tricolore; festa del popolo italiano, orgoglioso e sovrano. Lo dobbiamo proprio a quei giovani caduti, al loro sacrificio e al loro ideale. E’ importante che le nuove generazioni non perdano la memoria di ciò che eravamo e di come invece ci hanno ridotto. Una “colonia” franco-tedesca, ingabbiata in nuovo impero austro-ungarico, nel quale il nostro paese non può fare politiche di crescita, non ha una sua moneta nazionale, non ha la sovranità per decidere le linee del proprio sviluppo e dei propri destini, in totale spregio della Costituzione del 1948, pure figlia di quella vittoria lontana.

… Patria! Patria! Tutto è canto, tutto è canto infinito,
canto nato col mattino. Tocca il cuore ferito
degli eroi nella terra nera.
Schiude fin le tristi labbra dei giovinetti muti
nelle ripe nelle malghe nelle velme, caduti
quando la grande alba non era…

Dal Cantico per l’ottava della vittoria (G. D’Annunzio).

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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