In piazza a Roma la Lega abbraccia l’Italia

Sono passati quattro anni dalla precedente manifestazione della Lega a Piazza del Popolo e sembra che sia passato un secolo. Nel 2014, quando un Matteo Salvini reduce dal primo significativo successo delle elezioni europee, sbarcò a Roma, nella piazza che fu di Giorgio Almirante non c’era traccia di tricolori (se non quelli portati da Casapound) né di Italia. Oggi è stato un tripudio di italianità. Non retorica, non patriottarda, con uso moderato del Tricolore (su questo bisognerà fare qualcosa di più..), ma con tanta identità, tradizione, sovranità e voglia di riscatto. Sul palco lo slogan “L’Italia rialza la testa” ha fatto da pendant allo striscione “L’Italia non è una colonia” portato dai tanti militanti del Movimento Nazionale per la Sovranità. Il Ministro Centinaio ha esaltato i valori dell’agroalimentare italiano (mi ricordava qualcosa…), Lorenzo Fontana ha centrato il suo discorso sulle citazioni di Giovanni Paolo II, i simboli delle regioni del Nord come quelle del Sud sono serviti a richiamare il radicamento territoriale ed identitario di una nuova unità nazionale. Infine Salvini: la sua “rivoluzione del Buonsenso” non è nient’altro che Sovranismo applicato alla vita quotidiana degli italiani e quindi sfida aperta e concreta ai poteri massificatori della Globalizzazione.

Siamo sinceri: discorsi così diretti e centrati sui valori identitari e comunitari non li faceva nessuno da ormai molto tempo: bisogna risalire ai tempi del migliore Movimento Sociale Italiano per trovare qualcosa di superiore. Quindi tutto a posto? No, ovviamente: mancano alcune cose. Innanzitutto bisogna uscire vivi da questa esperienza kafkiana del Governo con i grillini. Governo necessario per evitare un ennesimo esecutivo tecnico, contrastato da opposizioni politiche e sociali impresentabili, portatore di svolte positive come quella sul l’immigrazione, ma – almeno fino ad ora – troppo carico di contraddizioni e di pericolosi passi falsi. Per cui la Lega di Salvini deve mantenere una pressione fortissima affinché le cose positive prevalgano nettamente su quelle negative e l’Italia venga veramente aiutata ad uscire dalla crisi economica causata dai tradimenti del passato.
Poi bisogna capire in fretta come la Lega vuole costruire realmente il Polo Sovranista, con quale organizzazione, con quale alleanze, con quale progetto per divenire stabilmente maggioranza nella nostra Nazione. Chiediamo troppo? Chiediamo un nuovo miracolo ad un leader come Salvini che di miracoli in questi anni ne ha fatti già tanti. Ma la situazione italiana è così drammatica che non ci si può accontentare di essere nettamente migliori di quelli che ci hanno preceduto e di coloro che oggi sono all’opposizione. Bisogna portare a termine una rivoluzione e non ci si può fermare a metà del guado, sapendo oltretutto che si cammina controcorrente, sfidando tutti i poteri forti della Globalizzazione.
Salvini conclude sempre i suoi comizi chiedendo: “io ci sono, voi ci siete?”. Sì, noi ci siamo. La Destra nazionale e popolare non può non esserci fino in fondo nel Polo Sovranista. Anche Salvini c’è e lo ha ampiamente dimostrato. Ma adesso sta ai vertici leghisti dimostrare che c’è veramente posto per tutti coloro che vogliono battersi per salvare l’Italia.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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