Italia sotto assedio nello scacchiere libico

La domanda che in molti si pongono ad alti livelli, e della quale gli stessi molti sussurrano una risposta con la erre moscia, è una: cosa sta spingendo la settima brigata di Badi a cingere d’assedio Tripoli? E il fatto che uno dei primi grossi bersagli a finire nel mirino sia stata l’ambasciata italiana, è così casuale? La Farnesina al momento tiene duro e fa buon viso a cattivo gioco, tenendo operativa la sede diplomatica ma firmando  anche documenti congiunti con Usa, Regno Unito e pure Francia in cui chiede la cessazione degli scontri.

Scontri che invece continuano, il bollettino di queste ore frenetiche si aggiorna in continuazione. “Violenti scontri fra la 7. Brigata e la sicurezza centrale” sono in corso nell’area Abu Salim, riferisce un tweet dell’emittente Al Ahrar. L’area è a 6 chilometri dal centro. Operazioni che potrebbero sensibilmente peggiorare il già grave bilancio di 47 morti e 129 feriti in 8 giorni, diffuso dal Ministero della Salute libico. Lo riferisce, in una nota.

Frattanto, la Missione dell’Onu in Libia, Unsmil, ha invitato le varie parti interessate dal conflitto a un incontro allargato per martedì a mezzogiorno”, dopo i sanguinosi scontri armati degli ultimi giorni. L’Unsmil scrive che “sulla base delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell’offerta del Segretario generale delle Nazioni Unite di mediare tra le varie parti libiche” si invita a “tenere un dialogo urgente sull’attuale situazione della sicurezza a Tripoli”.

Dove resiste intanto il Consiglio Presidenziale del premier Fayez al Sarraj, che nelle scorse ore ha dato mandato alla milizia Forza Anti Terrrorismo di Misurata, guidata dal generale Mohammed Al Zain, di entrare nella capitale per organizzare un nuovo cessate il fuoco e far terminare le violenze nella periferia sud.

E l’Italia? “Sono in contatto diretto con i nostri uomini: militari, diplomatici, addetti dell’Eni che in Libia vivono rischi portati da un intervento militare senza senso”, ha affermato il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ai microfoni di Radio 24. Parte del personale dell’ambasciata è stato evacuato (in sede restano cinque persone), così come numerosi altri italiani, principalmente tecnici. Il senso di assedio è palpabile.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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