Juncker barcolla ma non molla: poverino, ha la “sciatica”

Scoppi di risa, gambe malferme; e poi slanci di confidenza e gesti familiari verso il primo che passa; barcolla verso destra e verso sinistra, in avanti e indietro; saluta, afferrandogli la testa e baciandolo sulle guance, un conoscente che, appena può, ritrae la testa disgustato dall’olezzo: non c’è dubbio, Jean-Claude Juncker ieri è stato vittima di… un grave attacco di sciatica.
Questa la giustificazione data dal ministro portoghese, uno di quelli che l’ha sorretto affinché non ruzzolasse direttamente a favore di telecamera, dello stato del presidente della Commissione Ue al vertice Nato di ieri.

Poi dice che questi, che hanno occupato i posti di comando in Europa, ci chiedono sacrifici e bisogna starli a sentire (e non credere alle “fake news”…). L’idea di fondo è che un’istituzione seria si preoccuperebbe di mettere in pensione persone che presentino seri problemi, per curarli: non al timone di un continente. La sensazione, sempre più netta, una sola: che l’Italia, almeno, in piedi da sola ci sa stare…

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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