La Kyenge sale sulla nave della Ong sequestrata

Qualcuno di questo tempi potrebbe chiedersi: che fine ha fatto Cécile Kyenge, ex ministro del governo Letta e attuale europarlamentare del Pd? Risposta ufficiale: si è imbarcata e sta passando in nave la settimana agostana che si è da poco aperta. È voluta infatti salire a bordo della nave “LifeLine” della Ong Seenotrettung. Si tratta proprio del “taxi del mare” salito sull’onda della cronaca a fine giugno per la sua “odissea” e poi capitombolato in una brutta inchiesta della magistratura. Tanto che, quando dopo aver chiesto per sette giorni appoggio ai governi di mezza Europa, il capitano fu arrestato appena approdato a Malta. Per essere poi rilasciato, dietro cauzione prontamente pagata, per un totale di undicimila euro.

Ma le stesse autorità maltesi erano state fin troppo chiare, dopo che il governo italiano aveva messo in luce che la nave, battente bandiera olandese, non era iscritta nel registro dei Paesi Bassi ed operava sostanzialmente da nave pirata: “La nave dovrà essere tenuta sotto sequestro fino alla conclusione dell’inchiesta della magistratura maltese, che indaga sul fatto che l’Olanda ha ufficialmente confermato, nero su bianco, che la nave non è nel loro registro navale e che l’imbarcazione risulta come nave da diporto e che come tale non può compiere intercettazioni di naufraghi”, era stata la posizione espressa a La Valletta dal premier Muscat.

Ed ora proprio nella capitale maltese si trova, per tornare al punto di partenza, Cécile Kyenge. Motivo? Come ci informa il capitano “cauzionato” Claus Peter Reisch: vuole informarsi sull’inchiesta contro la Ong tedesca, dalla quale è stata calorosamente accolta.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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