La lettera di Savona a Repubblica

Savona scrive a Repubblica sulle funzioni della BCE, in replica a un corsivo apparso sul quotidiano debenedettiano a firma di Ferdinando Giugliano. Il ministro degli Affari Europei, nella sua missiva, non fa affatto mistero circa la sua idea di Banca Centrale, auspicando che la Banca Centrale Europea venga riformata e rivesta il ruolo tradizionale e tipico delle banche centrali, e cioè diventi  lender of last resort, ovvero prestatrice di ultima istanza, ciò per arginare ed eventualmente neutralizzare gli attacchi speculativi sul debito sovrano operati per via della stessa struttura e natura dell’euro. Il ministro infatti ricorda che l’attuale statuto della Banca Centrale Europea, che ha il compito di controllare la politica monetaria, “è il frutto di un compromesso volto soprattutto a convincere la Germania ad accettare l’euro, complemento indispensabile del mercato unico“; compromesso che ha condotto a una depotenziamento della Banca Centrale Europea per costruire una moneta che – per usare le stesse parole del ministro – ha un solo obiettivo: “la stabilità del metro monetario (ossia niente inflazione), e un unico strumento, il finanziamento del credito privato“.

Il ministro Savona, dunque, osserva nella propria lettera che il meccanismo così approntato ha negli anni dimostrato i suoi limiti e i suoi effetti negativi; l’impossibilità per la BCE di utilizzare i tipici strumenti monetari in dotazione alla FED, ha infatti creato notevoli problemi all’eurozona, indebolendola e rendendola troppo sensibile alle forze esterne. Ecco perché, “per evitare che la crescita europea dipenda da [queste] forze esterne occorre dotare la BCE di poteri sul cambio“. E “questo motivo è stato chiarito nel documento di Governo e nella relazione presentata in Parlamento“.

La lettera di Savona ha riscosso notevole attenzione nel mondo sovranista, e infatti, a stretto giro di posta, sulla questione sollevata dal ministro, interviene Stefano Sylos Labini, fautore e sostenitore della Moneta Fiscale (di cui anche Qelsi si occuperà in futuro), che scrive una lettera al ministro – come riporta lui stesso sul suo profilo Facebook – condividendo la sua posizione e la sua idea di riformare la Banca Centrale Europea nel senso anzidetto, ricordando a tal proposito il “Manifesto contro la disoccupazione nell’Unione Europea” che fu lanciato dal nobel per l’economia Franco Modigliani nel 1998 e che fu sottoscritto da importanti economisti americani e europei (tra cui il padre Paolo Sylos Labini – leggi qui). Nel manifesto – ricorda Sylos Labini – è scritto quanto il ministro Savona ha chiarito definitivamente nella sua lettera a Repubblica: “se l’Europa intende davvero giungere a una rapida riduzione della disoccupazione, è necessario dare alla normativa che definisce il ruolo della Banca Centrale un’interpretazione più ampia e costruttiva di quella oggi largamente condivisa. Secondo tale interpretazione, la Banca ha un solo obiettivo (combatte su un unico fronte), ovvero la lotta all’inflazione. Noi sollecitiamo un ampliamento radicale di questa interpretazione, che al pari della normativa relativa alla Federal Reserve statunitense comprenda almeno un altro obiettivo al quale attribuire lo stesso rilievo: tenere la disoccupazione sotto controllo. Siamo convinti che la Banca possa svolgere tale compito senza rinunciare al proprio impegno sul fronte dell’inflazione“.

 

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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