La Merkel traballa, l’Italia mantenga la posizione

S’inasprisce la crisi tra Angela Merkel e i suoi alleati bavaresi della Csu sulle politiche dell’accoglienza. La Cancelliera deve fare fronte a una pressione crescente sia all’interno del proprio governo, dalla Csu e dal suo ministro degli interni Horst Seehofer sia dall’esterno, con Alternative fuer Deutschland  (AfD) che i sondaggi danno in sempre crescente ascesa. Alexander Dobrindt, capogruppo del gruppo parlamentare della Csu, ha espresso il sostegno al “100%” del suo partito a Seehofer per “cambiare completamente la politica migratoria della Germania”.

Secondo il deputato, è arrivato il momento di agire; nulla può impedire loro di “fare ciò che ci è permesso di fare legalmente”. Il che rischia di portare allo scisma tra i due partiti Cdu e Csu (quest’ultimo espressione bavarese): il ministro degli Interni tedesco Seehofer intende rovesciare il principio delle “frontiere aperte”.  Tanto che nelle ultime ore si sono rincorse voci secondo le quali Angela Merkel sta lavorando a un vertice europeo speciale sui migranti, con i Paesi particolarmente esposti agli arrivi, come Italia, Grecia e Austria.

In tutto questo, l’Italia non può concedersi il lusso di far da semplice spettatrice. Un cambiamento della politica migratoria della Germania esporrebbe la nostra nazione al rischio di essere ancor di più il vicolo cieco dei flussi dal Nord Africa. Col risultato disastroso di ritrovarsi, in capo a poche settimane, tra il martello degli sbarchi organizzati con evidente spirito di provocazione dalle Ong e l’incudine delle frontiere chiuse, da Ventimiglia a Trieste. La linea Salvini non deve essere soltanto mantenuta: va anche rafforzata.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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