La rotta balcanica dei migranti: così arrivano in Italia, ecco l’inquietante video

C’è un video che i funzionari del ministero dell’Interno dovrebbero vedere. E che forse hanno già visto. Perché lascia intuire, al di là della ennesima pantomima in fieri nel Mediterraneo, una ulteriore emergenza migranti che minaccia da vicino, vicinissimo, le frontiere della nazione.

Il vicino è quantificabile in circa 180 chilometri. È a tale distanza da Trieste, chilometro più chilometro meno, che file di uomini provenienti dalla rotta balcanica stanno attraversando i monti con i loro carichi di beni strettamente personali. Un flusso di cui si intuiva qualcosa, ma che diventa impressionante se visto con la telecamera frontale di questo utente youtube.

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Il giovane atleta si trovava sul monte Pljesevica, un’altura confinale tra Bosnia-Herzegovina e Croazia, impegnato in una discesa in mountain bike. Ad un certo punto, s’imbatte in decine e decine di persone, dall’evidente aspetto asiatico, che salgono lungo il sentiero e rischia pure di scontrarsi con alcuni di loro, il che avrebbe effetti rovinosi data l’aspra natura dei dirupi.

Il luogo di queste registrazioni, di appena qualche giorno fa, è il circondario di Bihac ed è probabile che la massa di clandestini sia già in territorio croato, se non addirittura sloveno: per loro è ormai ad un passo il traguardo. Dovranno solo scegliere se puntare la frontiera austriaca (costantemente presidiata dalle autorità locali) o quella italiana. Trieste, Gorizia e Tarvisio i valichi principali da tenere sotto osservazione.

Nel frattempo, in Bosnia ci si preoccupa: le autorità sono certe che questa rotta migratoria non chiuderà con i mesi più freddi e quindi si stanno attrezzando per i soccorsi. Il fatto è che la Grecia è nello stato che è, dalla Turchia potrebbero arrivare quel milione e passa di “profughi” bloccati dal fragile accordo tra Merkel ed Erdogan e in Siria l’evolversi del conflitto vede molti mercenari pronti a lasciare le fila dei tagliagole ribelli, compreso qualche “italiano”, per cercare di rifarsi altrove una vita. Per il governo Conte sarà bene non lasciare nulla al caso, senza per questo perdere di vista il complesso scenario libico, che è tutt’altro che vicino dal poter essere definito stabile.

Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Per maggiori info, leggi la nostra Cookie Policy e la nostra Privacy Policy.

Chiudi