La strategia di Trump per abbattere l’asse Cina-Germania. La Russia? Amica, tempo al tempo

La strategia di Trump verte su tre assi: uno, ridurre il deficit commerciale americano e far rientrare le aziende ed i capitali negli USA (ben sapendo che così facendo metterà alle strette molti paesi stranieri indebitati in dollari, trattandosi spesso paesi di alleati della Cina).

Due, vincere le Midterm per avere campo libero in casa spazzando l’opposizione Clintoniana, anche con qualche azione ad effetto (stile, arrestare qualche alto papavero, dopo novembre prossimo).

Il terzo e più importante: tarpare le ali agli avversari geostrategici tra cui, si noti bene, NON c’è la Russia ma solo Germania e Cina.

In relazione all’ultimo punto l’incubo dei globalisti sembra si stia avverando: la Russia e gli USA sono pronti per un patto geostrategico per l’EUropa ed il Mediterraneo ossia per una sorta di nuova Yalta, lasciando campo libero a Mosca per eventuali accordi con la Cina. Non lasciatevi abbindolare però: Mosca teme naturalmente Pechino, le infiltrazioni nel suo enorme territorio da parte di popolazione cinese non autorizzata sono la norma nell’est profondo. Solo questione di tempo prima che gli asiatici sconfinino in cerca di risorse, tempo la prima crisi rilevante (…).

Cina e Germania, unite nel revanscismo economico anti-Stati Uniti, stanno cercando di creare le loro rispettive sfere di influenza geo-economiche nel South East Asia ed in EUropa, chiaramente andando in competizione con gli USA. Vedremo come butterà, ma è ormai evidente che Berlino in particolare non può tornare indietro nella sfida, ovvero ne subirà comunque le conseguenze (i comandi NATO in EUropa sono zeppi di italiani e/o oriundi, con quest’ottica forse si comprende meglio l’impunito revanscismo anti EU del governo gialloverde, ndr). Pechino invece potrebbe cambiare indirizzo facilmente forte della sua immensa macchina produttiva e di consumi prospettici smisurati; come dopo Tienammen quando i vertici politici cinesi vennero completamente sostituiti portando al potere il conciliatorio e tutto sommato filo atlantico Jang Zemin. Forse non lo avete capito ma Xi rischia di sparire nottetempo dalla scena, probabilità altissima. E quando sparisci di notte in Cina difficilmente ti ritrovano, (…) .

Il primo punto è il più squisito perchè intimamente legato al secondo: per Trump vincere le Midterm è essenziale non fosse per mettere a tacere gli avversari che, non potendolo fermare, stanno tentando l’arma del ricatto grazie al Grand Jury di Muelle. Ricordiamolo bene, l’ex capo dell’FBI sotto G.W. Bush ed Obama pur potendo investigare su tutto (in USA non c’è in generale l’obbligo di azione penale, si indaga per indirizzi, tranne appunto in caso di Grand Jury) non ha trovato nemmeno uno straccio di prova su fantomatiche cospirazioni russe, solo casi di mera evasione fiscale (stesso metodo per altro usato per incarcerare ai tempi il fastidioso Al Capone – per favorire l’irlandese Joseph Kennedy, padre di JFK, avversario sul campo del nostro oriundo nel commercio dell’alcol negli States -).

Il problema è che in troppi tra i Dem si sono macchiati negli anni di atti cospiratori, dalle intercettazioni illegali di un candidato presidente, alla macchina del fango per indebolire il mandato presidenziale, alle sentenze FISA estorte con le bugie da eminenti membri dell’ex governo. Se queste soffiate si dimostreranno vere – e per verificarlo la Corte Suprema sarà cruciale, ecco perchè Kavanaugh è il nemico numero uno dei Dem -, non escludo che qualche eminente personaggio USA post Midterm possa finire a Guantanamo, punirne esemplarmente uno per insegnare a tutti (…). Certo, ormai l’intreccio di parenti, amici, sodali in seno alle istituzioni con al centro il vero deep state, la CIA, è imbarazzante (CIA che, notasi, si autofinanzia, ndr)

Dunque, con l’obiettivo di vincere le Midterm Trump ha fatto in modo di stimolare l’economia USA proprio coi dazi. Ossia le pluri-preannunciate misure protezionistiche non hanno fatto altro che spingere le industrie USA a produrre a ritmi frenetici ed esportare PRIMA che venissero messe in atto le contromisure cinesi ed EUropee. Purtroppo per loro gli avversari dell’America ci sono cascati ed hanno rilanciato con le contromisure, con il risultato che nei prossimi giorni Donald J. Trump presenterà numeri economici statunitensi letteralmente scintillanti, giusto in tempo per le elezioni di novembre. Questo permetterà ai candidati repubblicani di accaparrarsi seggi oggi Dem, andando verso una comoda maggioranza al Senato di 53-54 seggi.

La camera è più complessa da prevedere ma mi sento di dare una probabilità di almeno il 50% ad una maggioranza in mano repubblicana per uno o due seggi anche alla Camera (House). Sarebbe un delirio, credetemi. Ne succederebbero di indicibili (…).

A valle di quanto sopra interverrà la longa manus militare americana ad imprimere un conveniente spin alle varie situazioni critiche in giro per il globo, prima di tutto in Medio Oriente e Nord Africa dove l’Italia potrà avere ruoli importanti, sempre di rottura con l’EUropa.

Cosa questo possa comportare per i potentati euro francesi [ossia per l’addendo militare dell’EU] e cinesi in giro per il mondo è tutto da scoprire.

Propendo per l’imminenza di un elemento traumatico a livello geostrategico, ritengo appena post Midterm, un vero game changer.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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