Le elezioni Midterm USA più importanti da quasi un secolo: Trump ha mantenuto le promesse e dunque vincerà

Non fidatevi della stampa mainstream, la stessa che sproloquiava sulla vittoria di Hillary Clinton e sulla stupidità del voto per il Brexit: le prossime elezioni USA saranno un successo per i repubblicani. E tutto grazie al certamente non amato (dall’establishment) Donald J. Trump, che in tal modo sta epurando dai globalisti il Grand Old Party americano.

Il motivo è semplice: Trump può piacere o meno ma mantiene le sue promesse. E’ indubbio, indiscutibile: tutti negli USA – e se non fossero tremendamente disonesti anche in EUropa – riconoscono che il corrente presidente USA ha mantenuto le sue promesse elettorali. Anche gli avversari.

Poi, da newyorkese il Donald le spara sempre più grosse di quelle che sono, un po’ come i milanesi in Italia, quelle piccole-grandi manie di grandezza… Ma al contrario di Berlusconi ad esempio dove il contratto con gli italiani fu da operetta, mantenuto nelle baggianate (ad esclusione dell’ICI sulla prima casa, ndr), quello di Trump è pesante: via l’Obamacare, che costava un occhio ai contribuenti americani che pagano le tasse, DONE. Via ai dazi alla Cina per riattivare le industrie del Midwest, DONE. Sfida ai manipolatori della moneta (in primis Germania e Cina): attacco partito, DONE. Via dall’accordo sul clima mondiale, che bloccava l’economia USA (oltre ad essere una truffa nell’implementazione, mirata solo a creare nuove economie fittizie – su tutte le auto elettriche, che inquinano più dei motori termici – a vantaggio di filiere produttive non americane, ndr): DONE. Prima gli americani: DONEDRASTICO ABBASSAMENTO DELLE TASSE: DONE. pulizia dei gangli dello Stato dai globalisti corrotti, che per definizione fanno interessi globalisti, non americani: DONE. Eliminazione delle deduzioni sulla casa, quelle però che permettevano ai milionari di Wall Street e California in primis di pagare grandi tasse sulle loro costosissime mansions: DONE.

Ora, prima delle Midterm, altro annuncio ad effetto: Trump vuole un altro taglio delle tasse indirizzato specificatamente alla classe media; tutti si aspettano che sarà, sì, DONE. Se i repubblicani vinceranno…

Appunto, questo ultimo messaggio arriva appena prima delle Midterm, indirizzato alla spina dorsale americana, la classe media, i suoi votanti. E ricordatevelo bene: la classe media USA è trasversale, vota Dem o Repubblicani (GOP) con facilità incredibile, guardando al portafoglio.

Dunque, se qualcuno vi dice che Trump perderà le prossime elezioni USA non credeteci. A maggior ragione perchè tali indirizzi mediatici (manipolatori, ma con il popolo di Trump NON attacca, per i motivi sopra esposti) arrivano dagli stessi media che hanno preso una cantonata epica con Hillary Clinton ed il Brexit, due previsioni che a definirle disastrose resta un eufemismo.

Il punto chiave – e che sfortunatamente la sinistra non ha capito – è che mantenere le promesse senza prendere in giro i votanti paga, è addirittura qualcosa di rivoluzionario rispetto alle abitudini passate. E Trump oltre tutto è bravo, bravissimo: non solo mantiene quanto dice – in USA essenziale, in Italia una semplice opzionalità purtroppo -, è anche un mostro nella dialettica davanti a milioni di persone. Notatelo, nei suoi interventi non legge mai nulla, va a braccio. E le cose le dice bene, è efficacissimo, anche quando chiama Pocahontas la senatrice Elisabeth Warren, la attempata senatrice Dem che ha fatto carriera in università spacciandosi come “di colore”, pur apparendo che più anglosaxon non si può: bionda, occhi azzurri, carnagione chiarissima. Il problema – eh si, ormai questo è diventato davvero un problema – in USA si ha un binario molto facilitato per la carriera se sei nera o appartenente a minoranze etniche. Di per sè, ottimo indirizzo politico. Il problema nasce quando gente della sinistra, ossia della parte politica che teoricamente più di tutti si è battuta per detti canali preferenziali (non dico però quale era il fine) arriva a prendere letteralmente in giro i votanti facendo definire a sproposito suoi rappresentanti apicali ad es. neri/indiani, come la senatrice Warren! Che nera proprio non è! Ed il bubbone scoppia quando si è talmente stupidi da sfidare oltre che le evidenze anche il presidente USA più commercialmente scaltro da 100 anni: la sen. Warren, della sinistra USA ossia Dem, ha fatto il test del DNA ed a fronte dei risultati ha affermato pubblicamente che Trump doveva pagare la scommessa perchè ci sono tracce di messicano, colombiano, sudamericano sebbene non di nativo americano nel suo sangue, notizia riverberata ad arte dagli stessi media che oggi vi suggeriscono che Trump perderà le Midterm: peccato che a guardar bene la Warren ha meno sangue nativo di quello di un qualsiasi americano medio, tanto che gli stessi nativi d’America hanno tirato le orecchie alla senatrice USA (contenuto di sangue nativo: circa 1/1000, ossia circa 1 persona in 10 generazioni, nemmeno i nazisti consideravano ebrei persone con così poco sangue diciamo, ai tempi, “nemico”). Una grandissima presa per il sedere per il mondo intero, permettetemi. Ma la sinistra purtroppo è così, è la norma. Addirittura Lindsey Graham, un senatore GOP bianchissimo anche lui (ma che non ha fatto carriera dichiarandosi nero, anzi il contrario, …) ha detto che farà il test: immaginate se il bianchissimo sen. Graham avesse più sangue nativo della Warren. E se questa notizia arrivasse sui media appena prima delle Midterm….. Un messaggio!

Or dunque, davvero credete che Trump non vincerà le Midterm? Un pizzino: salvo brogli evidenti, il Senato USA andrà a Trump con una maggioranza che viene stimata dai più attenti a 53-54 seggi, con sorprese al rialzo (fino a 56).

La Camera invece sarà una lotta all’ultimo seggio, ma sembrerebbe che il partito di Trump potrebbe addirittura tenerla per 1 o 2 seggi, vedremo all’ultimo minuto.

Per l’Italia il risultato delle Midterm USA è vitale: oggi l’EU vuole annichilire Roma non solo perchè ricca e depredabile, non solo perchè l’EU può esistere solo in presenza di un travaso di ricchezza dalla periferia al centro, non solo perchè l’euro debole è il cuore del successo della moneta unica grazie alla presenza nella compagine dei paesi eurodeboli che lo mantengono, appunto, debole (per favorire gli esportatori del nord). No, questo è solo l’aspetto economico: quello geostrategico – quello per cui si fanno le guerre vere – è sostituirsi agli USA al comando dell’EUropa dopo la sconfitta dell’asse franco-tedesco nella seconda guerra mondiale. E per tale indirizzo il più grande alleato USA in EUropa va annientato. Appunto, l’Italia.

Dunque le provocazioni contro Roma – magari alla frontiera francese – continueranno, anche sui mercati. Ed anzi aumenteranno da qui al 6.11.2018: l’EU non può permettersi che le ricette dei gialloverdi – mutuate da Trump, almeno a livello economico – abbiano successo. Sono pronti anche ad istigare un colpo di Stato per impedire che si raggiungano i fini sperati. Le parole di Djesselblom ieri nell’artico della stimata GEFIRA* lo dimostrano.

https://gefira.org/en/2018/10/19/the-european-financial-establishment-has-just-declared-war-on-italy/#more-31042

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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