Le mille vite del PD e di Matteo Renzi

“Il CSM è organo di autogoverno con lo scopo di garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato, in particolare da quello esecutivo, secondo il principio di separazione dei poteri espresso nella Costituzione della Repubblica italiana.”
Queste prime righe di facile comprensione , prese dal portale Wikipedia, dovrebbero far capire l’importanza dell’organo e la sua terzietà e impazialità.
Purtroppo il sottoscritto che non ha particolare stima di una parte della Magistratura che ritiene oltremodo politicizzata, anche a danno dei tanti sostituti procuratori e magistrati che si spaccano la schiena per fare attività anche nelle Province più piccole, non può sopportare l’ennesimo Vice Presidente del Csm politicizzato e con tessera di partito in tasca fino ad un minuto prima della sua elezione.
Così, oggi 27 Settembre abbiamo visto l’incredibile elezione dell’ex Deputato (fino a pochi giorni fa) del Partito Democratico David Ermini, notoriamente braccio destro di Matteo Renzi a capo de facto del Csm.

Ci tocca anche leggere da autorevoli testate giornalistiche che il suo predecessore Giovanni Legnini, già più volte deputato e sottosegretario sempre in quota Centro Sinistra, dismessa l’alta carica sarebbe già disponibile per candidarsi a Presidente della Regione Abruzzo, sempre in quota Partito Democratico chiaramente.
Per l’elezione del nuovo Vice Presidente, i centristi di Unicost e i conservatori di Magistratura indipendente, hanno garantito 5 voti ciascuno, per Ermini. Sponsorizzato dall’ex leader di Mi Cosimo Maria Ferri, oggi deputato Pd in quota rigorosamente Matteo Renzi. Per Ermini hanno votato anche i due capi della Cassazione, Giovanni Mammone di Mi e Riccardo Fuzio di Unicost, tutto questo ad onor di cronaca e per capire in futuro le mosse delle varie correnti della magistratura.
Solo pochi mesi fa, il Sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone, venne messo alla berlina per un’uscita giudicata dalle correnti della magistratura audace, perché riguardava le toghe rosse.

Chissà se oggi la parole dell’Onorevole Jacopo Morrone non siano in verità molto più realistiche di quanto sembra?
Fanno bene il Ministro Bonafede e il Vice Premier Luigi Di Maio a essere increduli per la non elezione del candidato filo governativo Benedetti, Professore di Diritto all’Università di Genova e mai esposto politicamente prima, figura sicuramente più super partes del renziano Ermini.
“Ho chiesto la sospensione dal mio partito politico a cui sono iscritto perché ritengo che quando si assume un incarico istituzionale bisogna avere la possibilità di essere liberi” ha affrettato a sottolineare il neo vicepresidente del Csm Ermini.
Quello che mi sento di dire io, da umile neo deputato è che il Paese ha bisogna di una giustizia univoca, “la Legge è uguale per tutti” non deve essere un live motive ma un reale sentimento di tutti.

Forse da oggi anche il Movimento Cinque Stelle ha capito che la giustizia è molto politicizzata, auspico una svolta più garantista e non vedo l’ora di lavorare in aula con i nostri alleati ad una riforma della giustizia chiara e netta,che tuteli maggiormente i cittadini.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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