Libia: firmata la tregua, ma c’è allarme sul petrolio “italiano”

Alla fine è arrivata la tregua. Le milizie libiche protagoniste degli scontri armati dei giorni scorsi  Tripoli hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco al termine dell’incontro organizzato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) con le parti in conflitto. Tutto ciò al termine di una convulsa giornata, durante la quale un incendio all’ambasciata Usa aveva fatto temere un’escalation, sotto i frequenti voli dei ricognitori americani.

Ieri la Missione dell’Onu in Libia (Unsmil) aveva annunciato di aver invitato “le varie parti interessate” dal conflitto a un “incontro allargato” indetto per oggi a mezzogiorno in un luogo che sarebbe stato reso noto “in seguito”. L’Unsmil aveva scritto che, “sulla base delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell’offerta del Segretario generale delle Nazioni Unite di mediare tra le varie parti libiche”, invitava a “tenere un dialogo urgente sull’attuale situazione della sicurezza a Tripoli”.

A testimoniare della tensione, in giornata era giunto anche il drammatico appello del Presidente della FederPetroli Italia, Michele Marsiglia.  “Non è più possibile, almeno al momento, continuare a trattare per proseguire gli investimenti e le attività economiche petrolifere in Libia. La situazione non è più controllabile, principalmente per incontri e meeting a Tripoli. Da circa un anno – continua Marsiglia – abbiamo iniziato una fase di recupero economico per le aziende che sono rimaste danneggiate dal mancato incasso delle attività svolte su alcuni giacimenti. Dal 2011 l’effetto domino ha creato una fase di criticità alle aziende che hanno contribuito alla realizzazione di infrastrutture per l’estrazione di olio e gas. Definiamo la nostra operatività di massima allerta e non possiamo esporre a rischio risorse umane, attività e le stesse aziende di settore”.

Secondo la FederPetroli Italia “l’impatto per l’indotto internazionale dell’Oil & Gas non è da poco, visto che sono già in ritardo diversi progetti e lontani i livelli produttivi di anni fa. Al momento, abbiamo riscontro che alcune strutture petrolifere hanno richiamato il personale su alcuni siti di elevato rischio, attendiamo nelle prossime ore di conoscere l’evolversi della situazione per avere informazioni più chiare e delineate ed organizzarsi sui piani di azione da seguire”.

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Qelsi Quotidiano

Giornale Online registrato presso il Tribunale di Roma al n. 178/2013 del 10 luglio.
Direttore Editoriale: Silvia Cirocchi.

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